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13-14-15 GENNAIO 2008

FESTA DI

SAN MAURO 2008


(Le foto grandi on line fra 3-4 giorni)

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 - CONCERTO CORO ADRARA
 - LA PROCESSIONE
 - LA MESSA ALL'OSPEDALE
 - LA FESTA DI S.MAURO ALL'ASILO
 - LA MESSA SOLENNE E I VESPRI
 - LE BANCARELLE
 - CONCERTO DELLA BANDA E PREMIO
   SAN MAURO 2008

 

 

 

San Mauro, figlio del senatore romano Eutichio, nacque a Roma nel 512 e, all'età di 12 anni, assieme a Placido, fu consegnato a San Benedetto, abate del Monastero di Subiaco. Il giovane Mauro, che aveva rinunciato di buon grado agli agi della  vita, si distinse soprattutto per la preghiera e l'operosità, al punto d'essere indicato come modello agli altri frati. Operò molti miracoli: salvò un giovane zoppo e muto, poggiando sul suo capo la stola di San Benedetto; camminò sull'acqua di un lago per salvare Placido.Nel corso del tempo, la festa di San Mauro ha continuato a mantenere quel legame con la tradizione del nostro territorio rimanendo un momento di ringraziamento senza assumere l’esclusiva caratteristica di “sagra”, conservando inalterato il significato primordiale evitando di riempirsi di esteriorità e di tutto ciò che non avesse nulla a che fare con la dimensione religiosa e comunitaria. Pur custodendo una parte pagana di memorie, usi e costumi locali, la programmazione della festa è apparsa pienamente compatibile con la dimensione religiosa rappresentando un’opportunità per conoscere più a fondo il nostro territorio, per incontrarsi e per rinnovare il vincolo che rende la nostra collettività cosciente della propria identità per diventare una comunità viva, felice di stare insieme senza paura di farlo vedere.

 SABATO 12 GENNAIO:
IL CONCERTO DEL CORO DI ADRARA S.MARTINO


il Coro di Adrara S.Martino


Grande interesse ha suscitato l’esibizione del “Coro di Adrara S.Martino” diretto da Sergio Capoferri che si è esibito nella nostra Prepositurale Sabato 12 Gennaio aprendo le celebrazioni in onore del Compatrono. Il concerto imperniato su musiche di Johan Sebastian Bach e in particolare, in una Selezione dal WeihnachtsOratorium Bwv 248 (Oratorio di Natale) per soli, coro e Orchestra, ha dato un’ulteriore dimostrazione della preparazione tecnica e della maturità qualitativa acquisita da questo gruppo musicale fondato nel 1983.
L’Oratorio di Natale di Bach forma un ciclo di 6 parti, destinate alle funzioni liturgiche di altrettante giornate fra il Natale e  l'Epifania. Il testo narrativo, costituito da brani tratti dal Vangelo, si riferisce alla nascita di Gesù, all'adorazione dei pastori.
Dal punto di vista artistico il Coro è impegnato su due fronti: quello liturgico e quello concertistico. Presta, infatti, servizio presso la Parrocchia di Adrara S. Martino ma, allo stesso tempo, si esibisce anche in numerosi concerti a cappella, con organo e con orchestra in diverse regioni d’Italia riscuotendo sempre apprezzamenti di pubblico e critica con un repertorio che spazia dalla polifonia rinascimentale di Palestrina a brani di autori contemporanei come Bartolucci proponendo in una serie di concerti con orchestra, le pagine più importanti della musica sacra di tutti i tempi: oltre all’Oratorio di Natale di Bach, il Messia e il Dixit Dominus di Handel, il Gloria di Vivaldi, il Requiem e alcune Messe e Mottetti di Mozart.
Per poter raggiungere questi significativi risultati il coro si è imposto periodi di studio sull’interpretazione, corsi sull’impostazione vocale e confronti con musiche di stili diversi. L’attività del coro, svolta in modo intenso e metodico, comprende anche corsi strumentali e vocali per la formazione dei propri solisti che sono componenti del Coro Adrara cresciuti vocalmente e musicalmente nell’ambito del coro stesso.
Una citazione all’Orchestra composta da musicisti di provata esperienza, che si riuniscono in occasione delle produzioni del Coro, collaborando con grande professionalità nella ricerca di una sempre migliore qualità interpretativa.  

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DOMENICA 13 GENNAIO
LA PROCESSIONE


La Processione


Parlando della Processione di San Mauro vorrei, seppur brevemente, citare come il culto per San Mauro sia giunto a Sarnico.
San Mauro fondò a Glanfeuil un convento detto poi di Cluny, e più tardi altri simili si sparsero a macchia d’olio per la Francia e successivamente nel resto dell’Europa.
Anche in Italia molti furono i conventi a lui dedicati e, quello di Sarnico, fu certamente fra i primi.
Le scorrerie sul nostro territorio dei Saraceni portarono a devastazioni e saccheggi di ogni genere. A Sarnico il luogo del loro bivacco prese il nome di località “Negriniano” (per indicare il territorio di soggiorno di questi individui dalla pelle scura), oggi questa località è la zona “dèla Madona”, ex Manifattura Sebina.
Dopo il 1083, in quel sito si cominciò la costruzione del “Monasterio Clunyacense de S. Petri e Pauli in S.Maria de Sarnicho” (come è chiamato in vecchi documenti) che, anni dopo, divenne fiorente sia per possedimenti che per discepoli che venerarono con gran fervore il loro fondatore San Mauro.
Il Monastero, nel giorno della sua festa, era aperto a tutta la comunità che accorreva anche dai paesi vicini. La sua statua veniva portata in solenne processione e i padri cantavano e salmodiavano litanie Benedettine.
Il Convento venne soppresso nel 1797; la statua del Santo e molti arredi sacri furono portati nella locale Prepositurale. Da allora la festa in onore di San Mauro venne annualmente continuata in Parrocchia mantenendo sempre vivo il culto al grande Abate Benedettino.
In tempi più recenti, pur mantenendo viva la festa, la processione di San Mauro non fu un fatto consueto e raramente la statua lasciò la Parrocchiale per attraversare le vie del paese.
Nel secolo scorso solo due volte Mons. Bonassi la fece sfilare in processione: nel 1920 e l’anno successivo, il 1921, in occasione delle SS.Missioni. La vecchia statua fu
dichiarata fuori uso nel 1936 dal Vescovo Mons. Bernareggi sostituita con quella attuale opera dello scultore Manzoni di Bergamo che costò 2.800 Lire.
Ed eccoci ai giorni nostri, allo scorso anno quando venne organizzato quel grande “recital a cielo aperto” nel corso del quale oltre 300 attori dilettanti di Sarnico diretti dal Teatro Prova, diedero vita a quel bellissimo spettacolo che ancor oggi ricordiamo con orgoglio. “Scior, picaprede è pèscadùr” in un crescendo di commozione ed emozioni volle riproporre parte della storia di Sarnico, dal primo medioevo ad oggi, in compagnia di San Mauro che, ritornò a sfilare nelle vie di Sarnico dopo oltre ottantacinque anni.
Quest’anno, proprio ripensando a quel grande avvenimento nel quale si è sperimentata la bellezza di essere una comunità che lavora insieme sviluppando energia positiva, il Prevosto don Luciano ha caparbiamente voluto riproporre, seppur in forma minore, ma con altrettanta intensità, quanto sia bello, condividere gioie, affetti, amicizie, preghiera e “Parola”, doni di natura e dello Spirito.
Con la Celebrazione Eucaristica officiata dal Parroco alla presenza in costume di alcuni dei figuranti di “Scior, picaprede è pescadùr”, non si è voluto solamente compiere un dovere, un rito o proporre uno spettacolo; celebrare ha avuto il significato di mettersi alla presenza di Dio, insieme agli altri, e lasciare illuminare la nostra vita dalla Sua Parola. Una luce portata all’altare con grazia da otto deliziose fanciulle della locale scuola di danza.
L’immagine di una comunità unita, è stata espressa anche dalla presenza, finalmente ancora insieme, dei tre cori di Sarnico “Callido”, “Il Castello” ed “Effata” che, pur nella differenziazione delle bellissime espressioni musicali proposte, hanno dato ulteriore solennità alla Celebrazione.


La S.Messa con i gruppi "Scior Picaprede e pescadùr"


Il simulacro di San Mauro e la Sua reliquia sono poi stati portati per le vie del paese, seppure con qualche difficoltà tecnica brillantemente superata però dagli addetti, attraverso un itinerario processionale limitato alle poche vie che collegano la Parrocchiale, alla parte alta della contrada, proseguendo fin quasi alla  Chiesa di S.Paolo, per poi dirigersi verso Via Roma e far ritorno in Chiesa per la benedizione finale.
Una processione che ha avuto un notevole seguito di fedeli ed alla quale ha assistito un pubblico attento nel seguire una processione così eterogenea e particolare. Significativi sono stati i tanti flash delle fotografie che hanno reso ancora più luminose le nostre belle via del centro storico. 

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LUNEDÌ 14 GENNAIO
LA MESSA ALL’OSPEDALE


L'omelia alla Messa all'Ospedale di Mons. Gervasoni


Suggestiva e solenne, pur nella sua semplicità, la Santa Messa di S.Mauro concelebrata da Mons. Maurizio Gervasoni e da don Felice Luiselli con la presenza del Parroco Don Luciano Ravasio e di don Loris, nella nuova palestra del reparto di riabilitazione. Una struttura laica ma rispettosa di tutti che ha aderito di buon grado all’iniziativa.
Pasteur, disse: "Poca scienza allontana da Dio, ma molta riconduce a Lui". Fede e scienza non sono per nulla contrarie l'una all'altra; gli apparenti contrasti sono dovuti al fatto che si vive, purtroppo, in una società che conosce poco sia la scienza quanto la fede. 
Alla celebrazione hanno assistito anche alcuni ospiti, medici e personale infermieristico. L’Ospedale è stato ufficialmente rappresentato dal dott. Amadeo Amadei, direttore generale dell’Azienda Ospedaliera “Bolognini” di Seriate e dal dott. Giovanni Traveggia direttore sanitario e primario di fisiatria. Tra gli intervenuti anche il Sindaco Franco Dometti e la sua vice Romy Gusmini.
Una Messa nella quale i valori del mistero della sofferenza, del grande dono della rassegnazione e della fede che contribuisce ad accettare e sopportare la malattia, l’attenzione di chi è vicino a coloro che sono nella sofferenza con capacità e disponibilità, sono stati gli indicatori principali ben in sintonia con la vita e la figura di S.Mauro.

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LA FESTA DI SAN MAURO ALL’ASILO

 


Che bello tornare bambini una volta tanto! Anche San Mauro è stato, da sempre, festa per i bimbi con le bancarelle cariche di dolci colorati e lucidi, i palloncini, il mitico “tirapecio” e i sacchettini di “farina pesta” coi quali raggiungevamo il massimo della goduria soprattutto quando qualcuno ci faceva ridere.
Per questo il giorno 14 Gennaio lo si è voluto dedicare alle persone più importanti della nostra comunità: i bambini. L’Asilo Faccanoni per un pomeriggio è diventato un palcoscenico: in scena “Giocando con Hansel e Gretel”. Dalla lettura della fiaba i protagonisti della storia hanno preso forma, tra narrazione, gioco e urla partecipate del colorato pubblico presente.
Verso la fine dello spettacolo era difficile capire chi fossero i veri attori perché i bambini stessi, sapientemente coinvolti dai bravissimi veri attori, sono entrati in scena con quanto fiato avevano in corpo. E alla ricerca di un tesoro nascosto tutti i presenti hanno aiutato Hansel e Gretel a trovare la via verso casa. In fondo San Mauro è anche questo: storia, ricordi, emozioni, calore, cuore, dolore, gioia, festa per il tesoro ritrovato.

 

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MARTEDÌ 15 GENNAIO
LA MESSA SOLENNE E VESPRI


L'Omelia del Vescovo Mons. Lino Belotti


La concelebrazione Eucaristica del giorno di S.Mauro è stata solennemente presieduta da Sua Ecc. Mons. Lino Belotti, Vescovo ausiliare di Bergamo ed accompagnata in modo encomiabile dalla Corale Parrocchiale “Callido” diretta dal Maestro Gian Carlo Corna. L’azione liturgica riveste una forma più nobile con i ministri di ogni grado che svolgono il proprio ufficio, con la partecipazione attiva del popolo, ma anche col supporto indispensabile del canto. I nostri vecchi chiamavano questa celebrazione “la Mèsa cantàda” e la saggezza popolare ci ricorda che il gruppo del canto “non canta durante la Messa” ma bensì “canta la Messa”.
L’omelia del Vescovo, attentamente seguita dai presenti ha sottolineato come sia stata soprattutto la volontà di Dio a far scegliere di avere come Compatrono San Mauro. Una volontà di Dio che va abbracciata perché rappresenta qualcosa di veramente importante per coloro che dicono di amare il Signore.
Sull’altare erano presenti molti sacerdoti della Vicaria, alcuni dei quali nativi di Sarnico ed altri che vi hanno svolto il loro ministero. È sempre bello rivederli e scambiare con loro un saluto o un abbraccio in un’atmosfera quasi famigliare che ci fa bene, suscitando in noi un’onda di sentimenti.
Così abbiamo rivisto con piacere Don Giovanni Mongodi al quale è stato bello manifestare la nostra testimonianza d’affetto a dimostrazione che la sua gente non ha dimenticato il loro “don Gioanì”; don Angelo Lorenzi che alla fine degli anni sessanta, fu il primo ad introdurre una chitarra elettrica nel corso di una funzione religiosa.  Manifestazioni di stima ed affetto anche per Don Guglielmo Micheli che, con grande capacità, per due volte, prese in mano le redini della Parrocchia: dopo la morte di don Giovanni Ferraroli e successivamente a seguito della rinuncia di don Romano Alessio.
Sicuramente molti dei presenti avranno inviato dal profondo del loro cuore un augurio grande, espressione di un affetto profondo, per tutti loro allargandolo anche a quei sacerdoti che, per motivi di salute, o per altri impegni, non hanno potuto essere presenti.
Molto partecipata, nonostante il giorno feriale, anche la funzione dei Vespri solenni officiata dal nostro Parroco e da Don Loris, a cui ha fatto seguito la Benedizione ed il bacio della reliquia del Santo. La coda incessante di fedeli in un misto di tradizione e fede, presente e passato, per questo atto di profonda devozione espresso con una breve formula di preghiera, è stata continua.
La venerazione per San Mauro si è manifestata anche nel toccare con la mano o con un fazzoletto la Sua statua a dimostrazione che i
secoli non hanno per nulla diminuito il significato profondo di questo gesto di fede. Ho visto una bimba appoggiare sul piede di San Mauro il proprio orsetto di peluche: la cosa, per lei, più importante che possedeva.

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LE BANCARELLE

 

 

Sacro e profano uniti nella festa sia al mattino che al pomeriggio. Al bacio della reliquia, ha fatto seguito infatti la visita alle bancarelle con l’assaggio del tradizionale “tirapecio”, oggi prodotto industrialmente ma sicuramente meno …saporito di un tempo.

Chi non ricorda quel misto di zucchero e melassa che, dopo essere stato lavorato su un gancio di ferro ed abilmente …lubrificato da mani esperte con l’utilizzo di ingredienti …naturali, veniva poi sapientemente tirato, spezzato a listarelle ed appoggiato ancora fumante in bella vista sul banco.

Oggi “ol tirapecio” si è, per così dire, “ imborghesito ” colorandosi di rosso, verde e giallo e facendosi imprigionare da una bustina di plastica efficacemente sigillata.

In alcune bancarelle è addirittura scomparso; al suo posto vengono ostentati dolci falsamente poveri o esageratamente sontuosi ma certamente molto più costosi. E che dire delle invitanti, ma poco digeribili frittellone con lo zucchero sopra?. Che sia questa, la risposta nostrana ai Pancakes americani e sogno segreto di tanti diabetici, il sostituto delle stecche di tirapecio che “ol Regina” vendeva per poche lire?

Anche i giocattoli “made in China” sono approdati sulle bancarelle di San Mauro mandando così in soffitta tutti i “gadget” di un tempo; erano semplici oggetti di poco valore ma che ci facevano realmente divertire: le “palline di tela con la segatura dentro e con l’elastico che si legava al dito con le quali tiravamo bordate terrificanti, la “grataröla”, un’insopportabile polverina che provocava irritazione alla pelle della schiena dei malcapitati che ne venivano più o meno volutamente a contatto, gli “scacciacani” innocue bombette che scaltri ambulanti vendevano nonostante le proibizioni. Per ultima la famigerata “fialèta chè spösa” che provocò non pochi malumori nei luoghi dove veniva gettata.

Semplici svaghi di un tempo quando non c’era la playstation e ci si divertiva con poco, lontani dal chiassoso tambureggiare delle discoteche, dal caos delle strade intasate, e dai deprimenti spettacoli televisivi.

A tenere viva la tradizione hanno comunque contribuito alpini e protezione civile che, come sempre, non hanno mancato di manifestare la propria attiva presenza e, a dimostrazione che le castagne, pur nella variante “maroni”, sono comunque sempre castagne e hanno un prezzo ancora accessibile rispetto alle “caldarroste” e alle “biline seche” vendute qualche metro più avanti, offrivano, gratuitamente, a tutti “castègne buide” (fade cös ‘n dè l’acqua, come diceva mia nonna) accompagnate da un ottimo vin brulè. Prelibatezze uniche.

 

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CONCERTO DELLA BANDA E PRIMO S.MAURO 2008



Tanta gente anche alla serata conclusiva della festa di San Mauro 2008. Come mancare, infatti, all’appuntamento con il “Concerto di San Mauro” con il quale la nostra Banda augura un buon anno a tutta la popolazione? Se a questo importante evento si unisce anche l’evento dell’assegnazione del “Premio San Mauro” che l’Amministrazione Comunale in sintonia con la Parrocchia offre annualmente ad un gruppo o ad un’associazione sulla base di un progetto ritenuto valido dalla commissione, la presenza è d’obbligo.
Alle 21 esatte …il bravo presentatore da inizio alla serata dando la parola al responsabile del C.R.T. di Sarnico; è stao infatti questo “Centro residenziale terapeutico” dell’Ospedale Bolognini dipartimento salute mentale, il destinatario, lo scorso anno, dell’importante premio.
Il Dott.  Covelli ex primario del Centro ha in modo esaustivo illustrato come sono stati impiegati i soldi del premio ricevuto ed i positivi risultati che questa attività di integrazione e socializzazione ha dato e che ha portato alla realizzazione di formelle in ceramica con i numeri civici da applicare sulle abitazioni del centro storico. Due ospiti del centro hanno fatto omaggio all’amministrazione Comunale una miniatura in ceramica della Torretta Civica da loro realizzata.
Dopo il saluto e gli auguri del Presidente del Corpo Musicale signor Bellini Sandro, si è dato inizio al concerto presentando un programma musicale di indubbio interesse, ben eseguito e diretto in modo impeccabile dal Maestro Pino Magistri. I tanti applausi del pubblico hanno sottolineato più volte la bontà dell’esecuzione. Sono stati proposti alcuni brani piuttosto impegnativi scritti appositamente per banda da famosissimi autori italiani e stranieri.
E’ innegabile che qualcuno ricordi ancora la banda come di una compagnia di gente "alla buona", composta da un gruppo di ragazzini tenuti a balia da alcuni anziani interessati più che alla buona musica, alla buona tavola e al buon vino con evidenti e prevedibili lacune. Ciò rendeva la banda la massima espressione, in senso buono naturalmente, del dilettantismo musicale. Appassionati e genuini, ma tecnicamente non ineccepibili.
Il fenomeno "banda" oggi si è mosso invece verso una qualità meritevole di un’attenta valutazione e l’esibizione del 15 gennaio 2008 ha dato la conferma che la Banda di Sarnico,
pur restando composta soprattutto da non professionisti, ha raggiunto ottimi livelli musicali grazie soprattutto all’impegno e alla costanza dei musicanti, alla professionalità del maestro e, non ultimo, ai corsi di solfeggio e di strumento organizzati dal Corpo musicale stesso e tenuti da insegnanti competenti in tale ruolo. Una sinergia che ha dato la possibilità di inserire nell’organico bandistico molti giovani ottimamente preparati.
A detta di tutti ci si è trovati di fronte ad una vera e propria “Orchestra a fiati”
Al termine del concerto si è tenuta la premiazione. Il Parroco don Luciano, il Sindaco Franco Dometti e la sua Vice Romy Gusmini hanno assegnato i 4.000 Euro al gruppo vincitore del premio S.Mauro 2008.

 

I gruppi partecipanti con (da sin. Vice Sindaco Sindaco Parroco)


i gruppi partecipanti e i relativi progetti erano i seguenti: Ass. Arma Aeronautica col progetto “Ali nuove, il Consiglio Comunale dei Ragazzi col progetto “Sulla rotta della pescaia” Coro Effatà col progetto “Concerto Jesus’ Kingdom”, Coro Il Castello col progetto “Scuola di Canto”, CRT col progetto “DISORDINATAmente Sarnico”, Fishing Club col progetto “Intervento atto alla riduzione della presenza del pesce siluro nel laogo d’Iseo”, Gruppo Missionario col progetto “Obiettivo migrazione” e infine il Laboratorio Famiglie Solidali col progetto “Progetto Jasmine”.
Un applauso del pubblico ha accolto la nomina del gruppo vincitore che è risultato essere il Consiglio Comunale dei Ragazzi col progetto “Sulla rotta della pescaia”. Il Sindaco dei ragazzi Riccardo Zani, emozionatissimo, ha ritirato il maxi assegno consegnato dalle mani del Sindaco di Sarnico.
Ed ora buon lavoro ragazzi, amministratori e comunità guarderanno con interesse questa vostra proposta legata alla pesca, una tradizione così radicata nel nostro paese.
Immancabile la presenza di Severino “Ferrari” Fenaroli che, con la consueta signorilità, ha voluto omaggiare autorità e banda con alcuni gadget della “Rossa” e donare al Sindaco il “Cavallino d’oro” simbolo della casa di Maranello. Rimane il rammarico nel non aver avuto il tempo di ammirare il filmato sull’attività del “Ferrari club Sarnico”; il programma, molto nutrito, e non l’ha purtroppo consentito. Non mancherà certamente un’altra occasione per proporne la visione alla popolazione.
A conclusione, prima della marcia finale, si è tenuta l’estrazione dei premi della lotteria il cui esito lo potrete leggere in altra parte di questo giornale.
Infine, fedeli al motto “Töcc i patèr i fènes in gloria” la serata si è conclusa al Meulì con il rinfresco finale che ha spento le luci su questo straordinario San Mauro 2088.
Arrivederci al prossimo anno.

CIVIS

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