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CONCERTO CORO ADRARA
- LA PROCESSIONE
- LA MESSA ALL'OSPEDALE
- LA FESTA DI S.MAURO ALL'ASILO
- LA MESSA SOLENNE E I VESPRI
- LE BANCARELLE
- CONCERTO DELLA BANDA E PREMIO
SAN MAURO 2008
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San Mauro, figlio del senatore romano
Eutichio, nacque a Roma nel 512 e, all'età di 12 anni,
assieme a Placido, fu consegnato a San Benedetto, abate
del Monastero di Subiaco. Il giovane Mauro, che aveva
rinunciato di buon grado agli agi della vita, si
distinse soprattutto per la preghiera e l'operosità, al
punto d'essere indicato come modello agli altri frati.
Operò molti miracoli: salvò un giovane zoppo e muto,
poggiando sul suo capo la stola di San Benedetto;
camminò sull'acqua di un lago per salvare Placido.Nel
corso del tempo,
la
festa di San Mauro
ha continuato a mantenere quel legame con la tradizione
del nostro territorio rimanendo un momento di
ringraziamento
senza assumere
l’esclusiva
caratteristica di
“sagra”, conservando inalterato il
significato primordiale evitando di riempirsi di
esteriorità e di tutto ciò che non avesse nulla a che
fare con la dimensione religiosa e comunitaria.
Pur custodendo una parte pagana di
memorie, usi e costumi locali, la programmazione della
festa è apparsa pienamente
compatibile con la dimensione religiosa
rappresentando un’opportunità per conoscere più a fondo
il nostro territorio, per
incontrarsi e per rinnovare il vincolo che rende la
nostra collettività cosciente della propria identità per
diventare una comunità viva, felice di stare
insieme senza paura di farlo vedere.
SABATO 12
GENNAIO:
IL CONCERTO DEL CORO DI ADRARA S.MARTINO

il Coro di Adrara S.Martino
Grande interesse ha suscitato
l’esibizione del “Coro di Adrara S.Martino”
diretto da Sergio Capoferri che si è esibito nella
nostra Prepositurale Sabato 12 Gennaio aprendo le
celebrazioni in onore del Compatrono. Il concerto
imperniato su musiche di
Johan Sebastian Bach e in particolare, in una
Selezione dal
WeihnachtsOratorium
Bwv 248 (Oratorio di Natale) per soli, coro e
Orchestra, ha dato un’ulteriore dimostrazione della
preparazione tecnica e della maturità qualitativa
acquisita da questo gruppo musicale fondato nel
1983.
L’Oratorio di Natale di Bach forma un ciclo di 6 parti,
destinate alle funzioni liturgiche di altrettante
giornate fra il Natale e l'Epifania. Il testo
narrativo, costituito da brani tratti dal Vangelo, si
riferisce alla nascita di Gesù, all'adorazione dei
pastori.
Dal punto di vista artistico il Coro è impegnato su due
fronti: quello liturgico e quello concertistico. Presta,
infatti, servizio presso la Parrocchia di Adrara S.
Martino ma, allo stesso tempo, si esibisce anche in
numerosi concerti a cappella, con organo e con orchestra
in diverse regioni d’Italia riscuotendo sempre
apprezzamenti di pubblico e critica con un repertorio
che spazia dalla polifonia rinascimentale di Palestrina
a brani di autori contemporanei come Bartolucci
proponendo in una serie di concerti con orchestra, le
pagine più importanti della musica sacra di tutti i
tempi: oltre all’Oratorio di Natale di Bach, il Messia e
il Dixit Dominus di Handel, il Gloria di Vivaldi, il
Requiem e alcune Messe e Mottetti di Mozart.
Per poter raggiungere questi significativi risultati il
coro si è imposto periodi di studio
sull’interpretazione, corsi sull’impostazione vocale e
confronti con musiche di stili diversi. L’attività del
coro, svolta in modo intenso e metodico, comprende anche
corsi strumentali e vocali per la formazione dei propri
solisti che sono componenti del Coro Adrara cresciuti
vocalmente e musicalmente nell’ambito del coro stesso.
Una citazione all’Orchestra composta da musicisti di
provata esperienza, che si riuniscono in occasione delle
produzioni del Coro, collaborando con grande
professionalità nella ricerca di una sempre migliore
qualità interpretativa.
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DOMENICA 13
GENNAIO
LA PROCESSIONE

La Processione
Parlando della Processione di
San Mauro vorrei, seppur brevemente, citare come il
culto per San Mauro sia giunto a Sarnico.
San Mauro fondò a Glanfeuil un convento detto poi
di Cluny, e più tardi altri simili si sparsero a
macchia d’olio per la Francia e successivamente nel
resto dell’Europa.
Anche in Italia molti furono i conventi a lui dedicati
e, quello di Sarnico, fu certamente fra i primi.
Le scorrerie sul nostro territorio dei Saraceni
portarono a devastazioni e saccheggi di ogni genere. A
Sarnico il luogo del loro bivacco prese il nome di
località “Negriniano” (per indicare il territorio
di soggiorno di questi individui dalla pelle scura),
oggi questa località è la zona “dèla Madona”, ex
Manifattura Sebina.
Dopo il 1083, in quel sito si cominciò la costruzione
del “Monasterio Clunyacense de S. Petri e Pauli in
S.Maria de Sarnicho” (come è chiamato in vecchi
documenti) che, anni dopo, divenne fiorente sia per
possedimenti che per discepoli che venerarono con gran
fervore il loro fondatore San Mauro.
Il Monastero, nel giorno della sua festa, era aperto a
tutta la comunità che accorreva anche dai paesi vicini.
La sua statua veniva portata in solenne processione e i
padri cantavano e salmodiavano litanie Benedettine.
Il Convento venne soppresso nel 1797; la statua del
Santo e molti arredi sacri furono portati nella locale
Prepositurale. Da allora la festa in onore di San Mauro
venne annualmente continuata in Parrocchia mantenendo
sempre vivo il culto al grande Abate Benedettino.
In tempi più recenti, pur mantenendo viva la festa, la
processione di San Mauro non fu un fatto consueto e
raramente la statua lasciò la Parrocchiale per
attraversare le vie del paese.
Nel secolo scorso solo due volte Mons. Bonassi la fece
sfilare in processione: nel 1920 e l’anno successivo, il
1921, in occasione delle SS.Missioni. La vecchia statua
fu
dichiarata
fuori uso nel 1936 dal Vescovo Mons.
Bernareggi sostituita con
quella attuale opera dello scultore Manzoni di Bergamo
che costò 2.800 Lire.
Ed eccoci
ai giorni nostri, allo scorso anno quando venne
organizzato quel grande “recital a cielo aperto”
nel corso del quale oltre 300 attori dilettanti di
Sarnico diretti dal Teatro Prova, diedero vita a quel
bellissimo spettacolo che ancor oggi ricordiamo con
orgoglio. “Scior, picaprede è pèscadùr” in un
crescendo di commozione ed emozioni volle riproporre
parte della storia di Sarnico, dal primo medioevo ad
oggi, in compagnia di San Mauro che, ritornò a sfilare
nelle vie di Sarnico dopo oltre ottantacinque anni.
Quest’anno, proprio ripensando a quel grande avvenimento
nel quale si è sperimentata la bellezza di essere una
comunità che lavora insieme sviluppando energia
positiva, il Prevosto don Luciano ha caparbiamente
voluto riproporre, seppur in forma minore, ma con
altrettanta intensità, quanto sia bello, condividere
gioie, affetti, amicizie, preghiera e “Parola”, doni di
natura e dello Spirito.
Con la Celebrazione Eucaristica officiata dal Parroco
alla presenza in costume di alcuni dei figuranti di
“Scior, picaprede è pescadùr”, non si è voluto solamente
compiere un dovere, un rito o proporre uno spettacolo;
celebrare ha avuto il significato di mettersi alla
presenza di Dio, insieme agli altri, e lasciare
illuminare la nostra vita dalla Sua Parola. Una luce
portata all’altare con grazia da otto deliziose
fanciulle della locale scuola di danza.
L’immagine di una comunità unita, è stata espressa anche
dalla presenza, finalmente ancora insieme, dei tre cori
di Sarnico “Callido”, “Il Castello” ed “Effata” che, pur
nella differenziazione delle bellissime espressioni
musicali proposte, hanno dato ulteriore solennità alla
Celebrazione.

La S.Messa con i gruppi "Scior Picaprede e pescadùr"
Il simulacro di San Mauro
e la Sua reliquia sono poi stati portati per le vie del
paese, seppure con qualche difficoltà tecnica
brillantemente superata però dagli addetti, attraverso
un itinerario processionale limitato alle poche vie che
collegano la Parrocchiale, alla parte alta della
contrada, proseguendo fin quasi alla Chiesa di S.Paolo,
per poi dirigersi verso Via Roma e far ritorno in Chiesa
per la benedizione finale.
Una processione che ha avuto un notevole seguito di
fedeli ed alla quale ha assistito un pubblico attento
nel seguire una processione così eterogenea e
particolare. Significativi sono stati i tanti flash
delle fotografie che hanno reso ancora più luminose le
nostre belle via del centro storico.
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LUNEDÌ 14
GENNAIO
LA MESSA ALL’OSPEDALE

L'omelia alla Messa all'Ospedale di Mons. Gervasoni
Suggestiva e solenne, pur
nella sua semplicità, la Santa Messa di S.Mauro
concelebrata da Mons. Maurizio Gervasoni e da don Felice
Luiselli con la presenza del Parroco Don Luciano Ravasio
e di don Loris, nella nuova palestra del reparto di
riabilitazione. Una struttura laica ma rispettosa di
tutti che ha aderito di buon grado all’iniziativa.
Pasteur, disse: "Poca scienza allontana da Dio, ma
molta riconduce a Lui". Fede e scienza non sono per
nulla contrarie l'una all'altra; gli apparenti contrasti
sono dovuti al fatto che si vive, purtroppo, in una
società che conosce poco sia la scienza quanto la fede.
Alla celebrazione hanno assistito anche alcuni ospiti,
medici e personale infermieristico. L’Ospedale è stato
ufficialmente rappresentato dal dott. Amadeo Amadei,
direttore generale dell’Azienda Ospedaliera “Bolognini”
di Seriate e dal dott. Giovanni Traveggia direttore
sanitario e primario di fisiatria. Tra gli intervenuti
anche il Sindaco Franco Dometti e la sua vice Romy
Gusmini.
Una Messa nella quale i valori del mistero della
sofferenza, del grande dono della rassegnazione e della
fede che contribuisce ad accettare e sopportare la
malattia, l’attenzione di chi è vicino a coloro che sono
nella sofferenza con capacità e disponibilità, sono
stati gli indicatori principali ben in sintonia con la
vita e la figura di S.Mauro.
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LA FESTA DI
SAN MAURO ALL’ASILO

Che bello tornare bambini una
volta tanto! Anche San Mauro è stato, da sempre, festa
per i bimbi con le bancarelle cariche di dolci colorati
e lucidi, i palloncini, il mitico “tirapecio” e i
sacchettini di “farina pesta” coi quali raggiungevamo il
massimo della goduria soprattutto quando qualcuno ci
faceva ridere.
Per questo il giorno 14 Gennaio lo si è voluto dedicare
alle persone più importanti della nostra comunità: i
bambini. L’Asilo Faccanoni per un pomeriggio è diventato
un palcoscenico: in scena “Giocando con Hansel e
Gretel”. Dalla lettura della fiaba i protagonisti
della storia hanno preso forma, tra narrazione, gioco e
urla partecipate del colorato pubblico presente.
Verso la fine dello spettacolo era difficile capire chi
fossero i veri attori perché i bambini stessi,
sapientemente coinvolti dai bravissimi veri attori, sono
entrati in scena con quanto fiato avevano in corpo. E
alla ricerca di un tesoro nascosto tutti i presenti
hanno aiutato Hansel e Gretel a trovare la via verso
casa. In fondo San Mauro è anche questo: storia,
ricordi, emozioni, calore, cuore, dolore, gioia, festa
per il tesoro ritrovato.
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MARTEDÌ 15
GENNAIO
LA MESSA SOLENNE E VESPRI

L'Omelia del Vescovo Mons. Lino Belotti
La concelebrazione Eucaristica
del giorno di S.Mauro è stata solennemente presieduta da
Sua Ecc. Mons. Lino Belotti, Vescovo ausiliare di
Bergamo ed accompagnata in modo encomiabile dalla Corale
Parrocchiale “Callido” diretta dal Maestro Gian Carlo
Corna. L’azione liturgica riveste una forma più nobile
con i ministri di ogni grado che svolgono il proprio
ufficio, con la partecipazione attiva del popolo, ma
anche col supporto indispensabile del canto. I nostri
vecchi chiamavano questa celebrazione “la Mèsa cantàda”
e la saggezza popolare ci ricorda che il gruppo del
canto “non canta durante la Messa” ma bensì “canta la
Messa”.
L’omelia del Vescovo, attentamente seguita dai presenti
ha sottolineato come sia stata soprattutto la volontà di
Dio a far scegliere di avere come Compatrono San Mauro.
Una volontà di Dio che va abbracciata perché rappresenta
qualcosa di veramente importante per coloro che dicono
di amare il Signore.
Sull’altare erano presenti molti sacerdoti della
Vicaria, alcuni dei quali nativi di Sarnico ed altri che
vi hanno svolto il loro ministero. È sempre bello
rivederli e scambiare con loro un saluto o un abbraccio
in un’atmosfera quasi famigliare che ci fa bene,
suscitando in noi un’onda di sentimenti.
Così abbiamo rivisto con piacere Don Giovanni Mongodi al
quale è stato bello manifestare la nostra testimonianza
d’affetto a dimostrazione che la sua gente non ha
dimenticato il loro “don Gioanì”; don Angelo Lorenzi che
alla fine degli anni sessanta, fu il primo ad introdurre
una chitarra elettrica nel corso di una funzione
religiosa. Manifestazioni di stima ed affetto anche per
Don Guglielmo Micheli che, con grande capacità, per due
volte, prese in mano le redini della Parrocchia: dopo la
morte di don Giovanni Ferraroli e successivamente a
seguito della rinuncia di don Romano Alessio.
Sicuramente molti dei presenti avranno inviato dal
profondo del loro cuore un augurio grande, espressione
di un affetto profondo, per tutti loro allargandolo
anche a quei sacerdoti che, per motivi di salute, o per
altri impegni, non hanno potuto essere presenti.
Molto partecipata, nonostante il giorno feriale,
anche la funzione dei Vespri solenni officiata dal
nostro Parroco e da Don Loris, a cui ha fatto seguito la
Benedizione ed il bacio della reliquia del Santo. La
coda incessante di fedeli in un misto di tradizione e
fede, presente e passato, per questo atto di profonda
devozione espresso con una breve formula di preghiera, è
stata continua.
La venerazione per San Mauro si è manifestata anche nel
toccare con la mano o con un fazzoletto la Sua statua a
dimostrazione che i
secoli
non hanno per nulla diminuito il significato profondo di
questo gesto di fede.
Ho visto una bimba appoggiare sul piede di San Mauro il
proprio orsetto di peluche: la cosa, per lei, più
importante che possedeva.
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LE
BANCARELLE

Sacro e profano uniti nella festa sia al
mattino che al pomeriggio. Al bacio della reliquia, ha
fatto seguito infatti la visita alle bancarelle con
l’assaggio del tradizionale “tirapecio”, oggi prodotto
industrialmente ma sicuramente meno …saporito di un
tempo.
Chi non ricorda quel misto di zucchero e
melassa che, dopo essere stato lavorato su un gancio di
ferro ed abilmente …lubrificato da mani esperte con
l’utilizzo di ingredienti …naturali, veniva poi
sapientemente tirato, spezzato a listarelle ed
appoggiato ancora fumante in bella vista sul banco.
Oggi “ol tirapecio” si è, per così dire,
“ imborghesito ” colorandosi di rosso, verde e giallo e
facendosi imprigionare da una bustina di plastica
efficacemente sigillata.
In alcune bancarelle è addirittura
scomparso; al suo posto vengono ostentati dolci
falsamente poveri o esageratamente sontuosi ma
certamente molto più costosi. E che dire delle
invitanti, ma poco digeribili frittellone con lo
zucchero sopra?. Che sia questa, la risposta nostrana ai
Pancakes americani e sogno segreto di tanti diabetici,
il sostituto delle stecche di tirapecio che “ol Regina”
vendeva per poche lire?
Anche i giocattoli “made in China” sono
approdati sulle bancarelle di San Mauro mandando così in
soffitta tutti i “gadget” di un tempo; erano semplici
oggetti di poco valore ma che ci facevano realmente
divertire: le “palline di tela con la segatura dentro e
con l’elastico che si legava al dito con le quali
tiravamo bordate terrificanti, la “grataröla”,
un’insopportabile polverina che provocava irritazione
alla pelle della schiena dei malcapitati che ne venivano
più o meno volutamente a contatto, gli “scacciacani”
innocue bombette che scaltri ambulanti vendevano
nonostante le proibizioni. Per ultima la famigerata
“fialèta chè spösa” che provocò non pochi malumori nei
luoghi dove veniva gettata.
Semplici svaghi di un tempo quando non
c’era la playstation e ci si divertiva con poco, lontani
dal chiassoso tambureggiare delle discoteche, dal caos
delle strade intasate, e dai deprimenti spettacoli
televisivi.
A tenere viva la tradizione hanno
comunque contribuito alpini e protezione civile che,
come sempre, non hanno mancato di manifestare la propria
attiva presenza e, a dimostrazione che le castagne, pur
nella variante “maroni”, sono comunque sempre castagne e
hanno un prezzo ancora accessibile rispetto alle
“caldarroste” e alle “biline seche” vendute qualche
metro più avanti, offrivano, gratuitamente, a tutti
“castègne buide” (fade cös ‘n dè l’acqua, come diceva
mia nonna) accompagnate da un ottimo vin brulè.
Prelibatezze uniche.
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CONCERTO DELLA BANDA E
PRIMO S.MAURO 2008

Tanta gente anche alla serata
conclusiva della festa di San Mauro 2008. Come mancare,
infatti, all’appuntamento con il “Concerto di San Mauro”
con il quale la nostra Banda augura un buon anno a tutta
la
popolazione? Se a questo importante evento si unisce
anche l’evento dell’assegnazione del “Premio San Mauro”
che l’Amministrazione Comunale in sintonia con la
Parrocchia offre annualmente ad un gruppo o ad
un’associazione sulla base di un progetto ritenuto
valido dalla commissione, la presenza è d’obbligo.
Alle 21 esatte …il bravo presentatore da inizio alla
serata dando la parola al responsabile del C.R.T.
di Sarnico; è stao infatti questo
“Centro residenziale
terapeutico” dell’Ospedale Bolognini dipartimento salute
mentale, il destinatario, lo scorso anno,
dell’importante premio.
Il Dott. Covelli ex primario del Centro ha in
modo esaustivo illustrato come sono stati impiegati i
soldi del premio ricevuto ed i positivi risultati che
questa attività di integrazione e socializzazione ha
dato e che ha portato alla realizzazione di formelle in
ceramica con i numeri civici da applicare sulle
abitazioni del centro storico. Due ospiti del centro
hanno fatto omaggio all’amministrazione Comunale una
miniatura in ceramica della Torretta Civica da loro
realizzata.
Dopo il saluto e gli auguri del Presidente del Corpo
Musicale signor Bellini Sandro, si è dato inizio
al concerto presentando un programma musicale di
indubbio interesse, ben eseguito e diretto in modo
impeccabile dal Maestro Pino Magistri. I tanti
applausi del pubblico hanno sottolineato più volte la
bontà dell’esecuzione. Sono stati proposti alcuni brani
piuttosto impegnativi scritti appositamente per banda da
famosissimi autori italiani e stranieri.
E’
innegabile che qualcuno ricordi ancora la banda come di
una compagnia di gente "alla buona", composta da un
gruppo di ragazzini tenuti a balia da alcuni anziani
interessati più che alla buona musica, alla buona tavola
e al buon vino con evidenti e prevedibili lacune. Ciò
rendeva la banda la massima espressione, in senso buono
naturalmente, del dilettantismo musicale. Appassionati e
genuini, ma tecnicamente non ineccepibili.
Il fenomeno "banda" oggi si è mosso invece verso una
qualità meritevole di un’attenta valutazione e
l’esibizione del 15 gennaio 2008 ha dato la conferma che
la Banda di Sarnico, pur
restando composta soprattutto da non professionisti, ha
raggiunto ottimi livelli musicali grazie soprattutto
all’impegno e alla costanza dei musicanti, alla
professionalità del maestro e, non ultimo, ai corsi di
solfeggio e di strumento organizzati dal Corpo musicale
stesso e tenuti da insegnanti competenti in tale ruolo.
Una sinergia che ha dato la possibilità di inserire
nell’organico bandistico molti giovani ottimamente
preparati.
A detta di tutti ci si è trovati di fronte ad una vera e
propria “Orchestra a fiati”
Al termine del concerto si è tenuta la premiazione. Il
Parroco don Luciano, il Sindaco Franco Dometti e la sua
Vice Romy Gusmini hanno assegnato i 4.000 Euro al gruppo
vincitore del premio S.Mauro 2008.

I gruppi partecipanti con (da sin. Vice Sindaco Sindaco
Parroco)
i gruppi partecipanti e i relativi progetti erano i
seguenti: Ass. Arma Aeronautica col
progetto “Ali nuove, il Consiglio Comunale dei
Ragazzi col progetto “Sulla rotta della pescaia”
Coro Effatà col progetto “Concerto Jesus’ Kingdom”,
Coro Il Castello col progetto “Scuola di Canto”,
CRT col progetto “DISORDINATAmente Sarnico”,
Fishing Club col progetto “Intervento atto alla
riduzione della presenza del pesce siluro nel laogo
d’Iseo”, Gruppo Missionario col progetto
“Obiettivo migrazione” e infine il Laboratorio
Famiglie Solidali col progetto “Progetto Jasmine”.
Un applauso del pubblico ha accolto la nomina del gruppo
vincitore che è risultato essere il Consiglio Comunale
dei Ragazzi col progetto “Sulla rotta della pescaia”. Il
Sindaco dei ragazzi Riccardo Zani, emozionatissimo, ha
ritirato il maxi assegno consegnato dalle mani del
Sindaco di Sarnico.
Ed ora buon lavoro ragazzi, amministratori e comunità
guarderanno con interesse questa vostra proposta legata
alla pesca, una tradizione così radicata nel nostro
paese.
Immancabile la presenza di Severino “Ferrari”
Fenaroli che, con la consueta signorilità, ha voluto
omaggiare autorità e banda con alcuni gadget della
“Rossa” e donare al Sindaco il “Cavallino d’oro” simbolo
della casa di Maranello. Rimane il rammarico nel non
aver avuto il tempo di ammirare il filmato sull’attività
del “Ferrari club Sarnico”; il programma, molto nutrito,
e non l’ha purtroppo consentito. Non mancherà certamente
un’altra occasione per proporne la visione alla
popolazione.
A conclusione, prima della marcia finale, si è tenuta
l’estrazione dei premi della lotteria il cui esito lo
potrete leggere in altra parte di questo giornale.
Infine, fedeli al motto “Töcc i patèr i fènes in gloria”
la serata si è conclusa al Meulì con il rinfresco finale
che ha spento le luci su questo straordinario San Mauro
2088.
Arrivederci al prossimo anno.
CIVIS
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