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BENEDETTO XVI

DISCORSO SULLA PACE
GENNAIO 2006

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MESSAGGIO DI SUA SANTITÀ BENEDETTO XVI PER LA GIORNATA MONDIALE DELLA PACE


Nella verità, la pace

“Tutti i Governi che in modo dichiarato o occulto possiedono armi nucleari si orientino verso un progressivo e concordato disarmo”

  “L’autentica ricerca della pace deve partire dalla consapevolezza che il problema della verità e della menzogna riguarda ogni uomo e ogni donna, e risulta essere decisivo per un futuro pacifico del nostro pianeta”.

  È quanto afferma Benedetto XVI nel suo primo Messaggio per la Giornata mondiale della pace (testo integrale su www.agensir.it, sezione “Documenti”) che si celebrerà il 1° gennaio 2006.

  “Nella verità, la pace” è il titolo del documento, diffuso il 13 dicembre, del quale proponiamo alcuni passaggi.

  La menzogna, ostacolo della pace

  Additando come grave impedimento alla “realizzazione della pace” la menzogna, cui “ò legato il dramma del peccato con le sue conseguenze perverse, che hanno causato e continuano a causare effetti devastanti nella vita degli individui e delle nazioni”, Benedetto XVI ricorda gli aberranti sistemi ideologici e politici” che nel secolo scorso “hanno mistificato in modo programmato la verità ed hanno condotto allo sfruttamento e alla soppressione di un numero impressionante di uomini e di donne, sterminando addirittura intere famiglie e comunità”, e mette in guardia sui rischi delle “menzogne del nostro tempo, che fanno da cornice a minacciosi scenari di morte in non poche regioni del mondo”.

  Secondo Benedetto XVI, la “verità della pace deve valere” anche “nella tragica situazione della guerra”; per questo “in molteplici circostanze la Santa Sede ha espresso il suo sostegno” al “diritto umanitario”.

  Disarmo nucleare

  “La verità della pace richiede che” tutti i governi si orientino “verso un progressivo e concordato disarmo nucleare”: è la convinzione del Papa per il quale “le autorità che fomentano nei cittadini sentimenti di ostilità verso altre nazioni, si caricano di una gravissima responsabilità” perché contribuiscono “a rendere più insicuro e nebuloso il futuro dell’umanità”. “Che dire poi – prosegue Benedetto XVI – dei governi che contano sulle armi nucleari per garantire la sicurezza dei loro Paesi? Insieme a innumerevoli persone di buona volontà, si può affermare che tale prospettiva, oltre che essere funesta, è del tutto fallace. In una guerra nucleare non vi sarebbero, infatti, dei vincitori, ma solo delle vittime”.

  “La verità della pace – conclude il Papa – richiede che tutti – sia i governi che in modo dichiarato o occulto possiedono armi nucleari, sia quelli che intendono procurarsele – invertano congiuntamente la rotta con scelte chiare e ferme, orientandosi verso un progressivo e concordato disarmo nucleare. Le risorse in tal modo risparmiate potranno essere impiegate in progetti di sviluppo a vantaggio di tutti gli abitanti e, in primo luogo, dei più poveri”.

  La Comunità internazionale “sappia ritrovare il coraggio e la saggezza di rilanciare in maniera convinta e congiunta il disarmo, dando concreta applicazione al diritto alla pace, che è di ogni uomo e di ogni popolo”. Parallelamente Benedetto XVI denuncia “l’aumento preoccupante delle spese militari e del sempre prospero commercio delle armi”. Ricordando poi i 60 anni delle Nazioni Unite, il Papa riafferma la fiducia della Chiesa cattolica per questa organizzazione internazionale ma ne auspica anche “un rinnovamento istituzionale ed operativo”.

  Terrorismo e responsabilità dei credenti

  “La verità della pace continua ad essere compromessa e negata, in modo drammatico, dal terrorismo che, con le sue minacce e i suoi atti criminali, è in grado di tenere il mondo in stato di ansia e di insicurezza”.

  È il monito di Benedetto XVI che condanna senza appello il terrorismo ispirato a suo dire, “da un nichilismo tragico e sconvolgente” e dal fanatismo religioso “oggi spesso denominato fondamentalismo”.

  “Essi si trovano accomunati da un pericoloso disprezzo per l’uomo e per la sua vita e per Dio stesso. Infatti, alla base di tale comune tragico esito sta lo stravolgimento della piena verità di Dio: il nichilismo ne nega l’esistenza; il fondamentalismo ne sfigura il volto amorevole e misericordioso”.

  Per questo. è l’auspicio del Pontefice, “nell’analizzare le cause del terrorismo oltre alle ragioni di carattere politico e sociale, si tengano presenti anche le più profonde motivazioni culturali, religiose e ideologiche”.

  Dinanzi ai rischi del terrorismo “è compito di tutti i cattolici intensificare l’annuncio e la testimonianza del Vangelo della pace.

  La storia ha ampiamente dimostrato che fare la guerra a Dio per estirparlo dal cuore degli uomini porta l’umanità verso scelte che non hanno futuro”. La pace – ricorda il Pontefice – non può essere ridotta a semplice asSenza di conflitti armati”, ma in quanto “risultato di un ordine disegnato e voluto dall’amore di Dio” richiede “a tutti i livelli, l’esercizio della responsabilità più grande, quella di conformare la storia umana all’ordine divino”.

 


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