CATECHESI

FESTA DI TUTTI
I SANTI

1° NOVEMBRE

 

- Come si recita il Rosario

- Storia del rosario

 

CATECHESI

Il rito della Messa

Il Magnificat

La Pentecoste

La Trasfigurazione

Festa di tutti i santi

Commemorazione dei defunti

Presentazione della Beata Vergine M.

L'Avvento

L'Immacolata Concessione

Santa Lucia

Il Natale del Signore

1° Gennaio Maria SS Madre di Gesù

L'Epifania del Signore

Il battesimo del Signore

La Santa famiglia

Il Mercoledì delle ceneri

La Quaresima

L'Annunciazione

La domenica delle palme

Giovedì Santo Cena del Signore

Venerdì di Passione del Signore

Sabato Santo Veglia pasquale

Pasqua di Resurrezione

Il sacramento della Cresima

L'Ascensione del Signore

La Santissima Trinità

SS Corpo e sangue di Cristo

Assunzione di Maria

Indulgenza della Porziuncola

Recitare il rosario

La Bibbia

I colori liturgici

Il catechismo degli adulti (zip)

La liturgia delle ore (zip)

I tempi liturgici

Il perdono d'Assisi

nota del CEI:"Famiglia patrimonio dell'umanità"

Il Crocifisso

 

 Benedetto XVI

 Giovanni Paolo II

 Giovanni XXIII

OMNIUM SANCTORUM

La festa di tutti i Santi il 1 novembre si diffuse nell'Europa la tina nei secoli VIII-IX. Si iniziò a celebrare la festa di tutti i santi, anche a Roma, fin dal sec. IX. Un'unica festa per tutti i Santi, ossia per la Chiesa gloriosa, intimamente unita alla Chiesa ancora pellegrinante e sofferente. Oggi è una festa di speranza: "l'assemblea festosa dei nostri fratelli" rappresenta la parte eletta e sicuramente riuscita del popolo di Dio; ci richiama al nostro fine e alla nostra vocazione vera: la santità, cui tutti siamo chiamati non attraverso opere straordinarie, ma con il compimento fedele della grazia del battesimo.

I Santi – spiega il Papa – sono coloro che hanno il coraggio di lasciare tutto per diventare “amici di Gesù”. Sono loro che ci fanno vedere che la fede “non è un cumulo di proibizioni”, una serie di “no” o di tristi rinunce moralistiche. E’ invece, in positivo, una scelta piena di gioia: si lascia qualcosa perché si è trovato di meglio. Si vende tutto quello che si ha per comprare un tesoro d’incomparabile valore: è “l’incontro con la Persona di Gesù”, con il “suo sguardo pieno d’amore”, che “dà alla vita un nuovo orizzonte e con ciò la direzione decisiva”:

“Il santo è colui che è talmente affascinato dalla bellezza di Dio e dalla sua perfetta verità da esserne progressivamente trasformato. Per questa bellezza e verità è pronto a rinunciare a tutto, anche a se stesso. Gli basta l’amore di Dio, che sperimenta nel servizio umile e disinteressato del prossimo, specialmente di quanti non sono in grado di ricambiare” (Omelia della Messa del 23 ottobre 2005 per la canonizzazione di cinque beati).

“Diventare santi – in realtà, sottolinea Benedetto XVI – significa realizzare pienamente quello che già siamo”, cioè “figli di Dio”: grazie alla sua morte e risurrezione infatti Gesù ha compiuto “la più grande mutazione mai accaduta” permettendoci, per grazia, di condividere la vita stessa di Dio. “Non sono più io che vivo – dice San Paolo – ma Cristo vive in me”:

“È stata cambiata così la mia identità essenziale, tramite il Battesimo, e io continuo ad esistere soltanto in questo cambiamento. Il mio proprio io mi viene tolto e viene inserito in un nuovo soggetto più grande, nel quale il mio io c'è di nuovo, ma trasformato, purificato, ‘aperto’ mediante l'inserimento nell'altro, nel quale acquista il suo nuovo spazio di esistenza. Diventiamo così ‘uno in Cristo’, un unico soggetto nuovo, e il nostro io viene liberato dal suo isolamento. ‘Io, ma non più io’: è questa la formula dell'esistenza cristiana fondata nel Battesimo, la formula della risurrezione dentro al tempo, la formula della ‘novità’ cristiana chiamata a trasformare il mondo” (Discorso al Convegno di Verona il 19 ottobre 2006).

I santi – afferma il Papa - non possono tenere per sé la grande gioia di aver incontrato Dio ma si mettono in movimento per trasmettere agli altri la bellezza della fede: e lo fanno con umiltà e pace, nella misericordia e nella verità, con “quella forza mite che viene dall’unione con Cristo”, testimoniando che “chi crede non è mai solo”.


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