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Colei che credette in virtù della
fede,
in virtù della fede concepì
E’ una delle feste più care all’Oriente che la celebra dal
secolo VI. Roma l’accetta nel suo calendario solo a partire dal
secolo XIV. Per gli orientali la Theotòkos (Madre di Dio)
è il vero tempio in cui Dio, respinto il culto antico, ha posto
la sua salvezza; per gli occidentali (accolta la «tradizione»
del Protoevangelo di Giacomo) Maria è una fanciulla
prodigiosa che realizza una «consacrazione» esemplare a Dio.
Il nuovo calendario, conservando questa memoria, ha inteso
additare in Maria una figura completa che ci aiuta ad esaltare
Dio per la sua meravigliosa opera di salvezza. L’origine della
festa è legata alla dedicazione della Chiesa di santa Maria
nuova in Gerusalemme nel 543.
Maria, avendo «trovato grazia agli occhi di Dio» (cf Lc
1,30) è diventata Madre e potente Aiuto dei cristiani. «Anche
nella sua opera apostolica la Chiesa giustamente guarda a Colei
che generò Cristo, concepito dallo Spirito Santo e nato dalla
Vergine, per nascere e crescere anche nel cuore dei fedeli per
mezzo della Chiesa» (LG 65). Ogni cristiano, come Maria, «trova
grazia» presso Dio nello Spirito Santo, per la mediazione di
Cristo e diviene «Arca dell’alleanza nuova» e Tempio del Signore
in forza della consacrazione dello Spirito nel Battesimo e
nell’Eucaristia.
Dai
«Discorsi»
di sant’Agostino, vescovo. Disc. 25, 7-8
Fate attenzione, vi
prego, a quello che disse il Signore Gesù Cristo, stendendo la
mano verso i suoi discepoli:
«Ecco
mia madre ed ecco i miei fratelli; perché chiunque fa la volontà
del Padre mio che è nei cieli, questi è per me fratello, sorella
e madre»
(Mt 12, 49-50). Forse che non ha fatto la volontà del
Padre la Vergine Maria, la quale credette in virtù della fede,
concepì in virtù della fede, fu scelta come colei dalla quale
doveva nascere la nostra salvezza tra gli uomini, fu creata da
Cristo, prima che Cristo in lei fosse creato? Ha fatto, sì,
certamente ha fatto la volontà del Padre Maria santissima, e
perciò conta di più per Maria essere stata discepola di Cristo,
che essere stata madre di Cristo. Lo ripetiamo: fu per lei
maggiore dignità e maggiore felicità essere stata discepola di
Cristo che esser stata madre di Cristo. Perciò Maria era beata,
perché, anche prima di dare alla luce il Maestro, lo portò nel
suo grembo.
Osserva se non è vero ciò che dico. Mentre il Signore passava,
seguito dalle folle, e compiva i suoi divini miracoli, una donna
esclamò:
«Beato
il grembo che ti ha portato!»
(Lc 11, 27). Felice il grembo che ti ha portato! E perché
la felicità non fosse cercata nella carne, che cosa rispose il
Signore?
«Beati
piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano!»
(Lc 11,28). Anche Maria proprio per questo è beata,
perché ha ascoltato la parola di Dio e l’ha osservata. Ha
custodito infatti più la verità nella sua mente, che la carne
nel suo grembo. Cristo è verità, Cristo è carne; Cristo è verità
nella mente di Maria, Cristo è carne nel grembo di Maria. Conta
di più ciò che è nella mente di ciò che è portato nel grembo.
Santa è Maria, beata è Maria, ma è migliore la Chiesa che la
Vergine Maria. Perché? Perché Maria è una parte della Chiesa: un
membro santo, un membro eccellente, un membro che tutti sorpassa
in dignità, ma tuttavia è sempre un membro rispetto all’intero
corpo. Se è membro di tutto il corpo, allora certo vale più il
corpo che un suo membro. Il Signore è capo, e il Cristo totale è
capo e corpo. Che dire? Abbiamo un capo divino, abbiamo per capo
Dio.
Perché, o carissimi, badate bene: anche voi siete membra di
Cristo, anche voi siete corpo di Cristo. Osservate in che modo
lo siete, perché egli dice:
«Ecco
mia madre, ed ecco i miei fratelli»
(Mt 12,49). Come potrete essere madre di Cristo? Chiunque
ascolta e
«chiunque
fa la volontà del Padre mio che è nei cieli, questi è per me
fratello, sorella e madre»
(Mt 12,50).
Quando dico fratelli, quando dico sorelle, è chiaro che intendo
parlare di una sola e medesima eredità. Perciò anche nella sua
misericordia, Cristo, essendo unico, non volle essere solo, ma
fece in modo che fossimo eredi del Padre e suoi coeredi nella
medesima sua eredità
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