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LA PARROCCHIALE
S.MARTINO VESCOVO

Chiesa Parrocchiale - Facciata
L'area dove oggi sorge la Parrocchiale era occupata,
già in epoca medioevale, da un'antica chiesa Pievana(l), sostituita
poi, in data imprecisabile, da un'altra chiesa avente la facciata
verso ovest(2).
Questo edificio, la prima Parrocchiale di Sarnico,
già nel 1505 fu probabilmente restaurato, come testimonia la scritta
che stava incisa sullo stipite di una delle porte laterali(3) . N
ella pergamena del 1461 , conservata presso l' archivio
parrocchiale, trovasi scritto che per la celebrazione della S. Messa
la chiesa di S. Martino possedeva: un calice ed una pisside in
argento, tre camici, due armille, un piviale, una pianeta e dieci
tra tovaglie e cotte.
Dai decreti della visita pastorale di S .Carlo Borromeo (4) del
1575, si possono desumere alcune caratteristiche della costruzione.
«La chiesa Parrocchiale di S .Martino di Sarnico è retta dal rev.
Prevosto Gerolamo Campioni, anime viventi 600, per comunione 300. La
chiesa è lunga braccia milanesi 22 all'interno e larga braccia 18.
Ha una navata centrale sorretta da due archi poggianti sui muri
maestri laterali. È coperta di grosse travi in legno che vi si
vedono con copertura di legname e di tegoloni in cotto. L'entrata
principale è tutta in pietra arenaria lavorata ed è rivolta a sera.
(...) All'interno vi sono sei altari ed una cappella».
Divenuta ormai inadeguata, per il crescente sviluppo
della popolazione, la chiesa fu abbattuta nei primi mesi del 1727 e,
nell'aprile dello stesso anno, il parroco Giovanni Maria Albricci II,
pose la prima pietra della nuova Parrocchiale, progettata dall'arch.
ticinese Luca Luchini.
La facciata della chiesa non fu interamente demolita, ma servì quale
parete laterale di sinistra dell' attuale(5); si conservarono pure,
l'affresco cinquecentesco ora collocato al primo altare di sinistra
con una Sacra Famiglia e la base del campanile (costruito nel 1592 e
poi sopraelevato nel 1869).
Nel 1732 la nuova Parrocchiale poté ospitare le prime
funzioni religiose, anche se era ancora totalmente priva di quelle
pitture e decorazioni che ne caratterizzarono l'interno.
La maestosa facciata fu eseguita nel 1777. Questa, è
solennemente impostata su due piani, sovrastati da un attico con
timpano curvo, e ambedue ripartiti da lesene corinzie; la
arricchiscono una serie di statue (alcune delle quali attribuite a
Giovanni Sanz), e il movimentato portale in pietra di Sarnico.

Chiesa Parrocchiale - Interno (Foro Silvano)
L
'interno della chiesa fu così descritto da Arcibano Volpi: «Il vano
della chiesa si presenta ad una sola navata (un poco più larga verso
il centro), e coperto da cupola emisferica circolare in opera su
quattro arconi con relativi pennacchi su colonne addossate alle
lesene. Ai lati, la navata presenta sei cappelle; fra le quali le
due intermedie sono più ricche ed ampie.
Il
presbiterio, sopraelevato di cinque gradini, è più ristretto della
navata ed è a pianta rettangolare. Le numerose lesene e colonne
della chiesa sono complete di basi e capitelli corinzi, sopra le
quali corrono la trabeazione ed il cornicione, praticabile lungo
tutto il perimetro della chiesa. La decorazione è carica ed
eccessiva; sono stucchi, dipinti e dorature secondo il gusto all'inizio di questo secolo, quando vennero
realizzati dal decoratore Aristide Secchi da Lodi nel 1903-1909» .
Nel 1967, in un
infelice tentativo di ristrutturazione, vennero asportati le
balaustre dell'altare, ed il pavimento del presbiterio,oltre ad una
innumerevole serie di piccoli, ma pregevoli elementi decorativi
settecenteschi. Fu pure demolita la vecchia casa Parrocchiale
addossata alla parete sinistra della chiesa; andarono così perduti
il rosone centrale e il muro portante di destra della facciata
dell'antica chiesa. Inoltre, si persero la porticina in arenaria che
serviva lateralmente per gli uomini, un bell'affresco con Natività
firmato(8J che era nella parete interna della facciata, e due porte
in arenaria con iscrizioni, appartenenti pure alla vecchia
Parrocchiale.
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(da
"Sarnico Testimonianze e aspetti di ieri e di oggi" di A.Vaini)
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