|
LA CHIESA
CONFRATERNITA DI S.ROCCO
S.Rocco - Facciata
Adiacente alla chiesa .Parrocchiale, si trovava una
piccola cappelletta che anticamente (1630 circa) fu fatta erigere
dai fedeli in onore di S. Rocco, affinché li proteggesse dai contagi
pestilenziali. Nel 1705 l'allora parroco Giovanni Maria Albricci II,
fece abbattere questa cappelletta e, nello stesso luogo, venne
edificata una chiesa più grande che doveva servire anche come nuovo
luogo di sepoltura. Il vero scopo era quello di creare un cimitero,
distogliendo l'abitudine di seppellire i morti sul sagrato
antistante la chiesa; a questo proposito furono fatte costruire
all'interno cinque fosse di cui tre adibite a luogo di sepoltura e
due ad ossario.
Dal
1705 fino a11809, anno in cui fu costruito il nuovo cimitero, i
morti furono seppelliti nella chiesa di S.Rocco.
Già nel 1887 furono proposti alcuni progetti di ampliamento e di
sistemazione del portico per opera dell'ing. Arcangelo Faccanoni. Si
proponeva "il prolungamento di due campate in avanti di detta
chiesa, colla sistemazione del portico col frontone triangolare
superiore da renderlo simmetrico alla stessa facciata della chiesa
Parrocchiale di fianco e della casa del cappellano".
Nel
1923 il parroco Pietro Bonassi faceva iniziare i lavori di
ampliamento in base al progetto Faccanoni, e l'anno seguente, la
nuova chiesa, allungata di almeno tre metri, veniva inaugurata con
feste solenni. Durante i lavori, fu abbattuto un tratto della parete
destra della chiesa per far posto alla grotta della Madonna di
Lourdes .
Nel 1974
il parroco Giovanni Ferraroli fece eseguire un parziale ripristino
della chiesa. Venne sostituito il pavimento (e si scoprirono le
accennate botole confosse mortuarie), tolto l'altare maggiore e
retrocessa di tre metri la parete di fondo, con relativo
restringimento della sagrestia retrostante. Sul frontone della porta
d'ingresso alla chiesa, in pietra arenaria, vi si trova
ancora scolpito:
RECTORE R. D.
JO. MARIA ALBERICIS 1705
Nella recente ristrutturazione della chiesa, sulla
parete dietro l'altare, fu posta la grande tela raffigurante una
Madonna con Bambino e a lato i due Santi Caterina da Siena e
Domenico di Gusman. Il gruppo centrale, nella frequente e tipica
composizione piramidale, è contornato dalle quindici storiette dei
misteri del Rosario.
Il quadro, anche se un po' carico, si fa ammirare per
la perfezione del disegno e per la varietà e vivacità delle tinte;
inoltre, per il fantastico gioco delle luci (guizzanti in tutte le
direzioni), per l'espressività della Triade e la pennellata
bozzettistica dei misteri.
Poco convincente (per non dire infondata)
l'attribuzione del dipinto a Palma il Giovane; più probabile,
invece, si tratti
di un'opera di Domenico Carpinoni, o di un pittore appartenente alla
sua cerchia.
top
(da "Sarnico Testimonianze
e aspetti di ieri e di oggi" di A.Vaini)
|