«Non abbiate paura!
Spalancate le porte a Cristo, alla sua salvatrice
potestà; aprite i confini degli stati, i sistemi
economici come quelli politici, i vasti campi di
cultura, di civiltà, di sviluppo.
Non abbiate paura!»
"CONVERTITEVI !
UNA VOLTA VERRA' IL
GIUDIZIO
DI DIO!"
Giovanni Paolo II
si rivolge
alla mafia
Agrigento 9 maggio
1993
NON ABBIATE PAURA!
Papa
Wojtyla, Giovanni Paolo II è da oggi BEATO.
l’evento tanto atteso ed altrettanto voluto da tutta
la comunità cristiana, si è svolto oggi il 1° maggio
2011 a Roma in San Pietro. Nella capitale sono
arrivati circa un milione di fedeli provenienti da
ogni parte del mondo con l’unica intenzione di
condividere, la cerimonia di beatificazione di un
grande uomo che tutti abbiamo stimato ed amato.
Giovanni Paolo II è stato il testimone di
riferimento che ha guidato la Chiesa nel passaggio
epocale dal secondo al terzo millennio e la voce che
ha guidato il cammino verso una più responsabile
testimonianza di una vita veramente cristiana che va
rinnovata ogni giorno.
“Edificare ponti tra i popoli”, è stato questo uno
degli obiettivi principali del pontificato di papa
Wojtyla e la sua testimonianza ha aperto nuovi
varchi di comunicazione; la sua modernità era
rappresentata, dalle sue parole, dai suoi gesti e
dai continui pellegrinaggi che lo hanno portato,
apostolo di pace, in tutti i continenti.
Gli incessanti messaggi di pace e progresso
indirizzati a tutti gli uomini, senza distinzione di
religione, razza e cultura, arrivavano alla mente,
ma soprattutto al cuore di tante persone.
«Non abbiate paura! Spalancate le porte a Cristo,
alla sua salvatrice potestà; aprite i confini degli
stati, i sistemi economici come quelli politici, i
vasti campi di cultura, di civiltà, di sviluppo. Non
abbiate paura!».
Quando Giovanni Paolo II parlava, la sua voce
scuoteva le coscienze. Con la mente e con il cuore
era costantemente in preghiera e benché il suo corpo
fosse vicino a chi lo ascoltava, il suo spirito si
trovava altrove. In lui il dono della fede brillava
in maniera del tutto particolare.
Un uomo di forti contrasti: semplicità nei relazioni
umane ma con un’acuta intelligenza, umile verso Dio
ma sicuro quando echeggiava contro le malvagità
dell’uomo, fermo nel difendere la sua Chiesa ma
disponibile nei confronti delle altre religioni.
Un’icona di questo grande pontefice è stata la
sofferenza, ma questa sofferenza ha contribuito a
renderlo più comprensivo verso le sofferenze degli
altri. L’immagine di quella bocca dalla quale non
uscivano più le parole e lo sforzo per pronunciarle
ne cambiava i lineamenti, è stato il suo doloroso
saluto per tutti, la sua debolezza un abbraccio e un
congedo universale da tutti, credenti e non
credenti. Che testimonianza!
Questo vuol dire credere nella Risurrezione,
significa avere fede al punto che anche la morte non
gli fa più paura perché quello è il momento in cui
potrà guardare Dio faccia a faccia.
Lui che ha sempre avuto un amore immenso per la vita
tanto da dire ai giovani di spenderla bene perché è
un tesoro unico.
Di questa persona così speciale ne sentiamo la
mancanza. Ci manca sua bontà, il suo sarcasmo, la
sua voce, la sua forza. Quel suo pregare forte,
coraggioso, doloroso ma mai disperato. Ci manca
anche la sua intransigenza in grado, non si sa come,
di non fare sentire alcuno messo da parte. Per
questo, quel papa con l'inflessione polacca ci
manca, come ci manca un parente. Qualcuno lo
ignorava, altri lo ascoltavano poco. Molti, nel
frattempo, non hanno voluto aspettare il processo
canonico per tentare, con lui, di essere migliori.
Questa figura di grande testimone di Cristo, invita
i cristiani oggi, più che mai, ad affidarsi alla sua
intercessione.