IL PORTALE

della Parrocchia di Sarnico (Bergamo)

 

 

 

IL CAMMINO DI CAROL 

 

 

 

 

 

 

NON ABBIATE PAURA!

 

Papa Wojtyla, Giovanni Paolo II è da oggi BEATO.
l’evento tanto atteso ed altrettanto voluto da tutta la comunità cristiana, si è svolto oggi il 1° maggio 2011 a Roma in San Pietro. Nella capitale sono arrivati circa un milione di fedeli provenienti da ogni parte del mondo con l’unica intenzione di condividere, la cerimonia di beatificazione di un grande uomo che tutti abbiamo stimato ed amato.
Giovanni Paolo II è stato il testimone di riferimento che ha guidato la Chiesa nel passaggio epocale dal secondo al terzo millennio e la voce che ha guidato il cammino verso una più responsabile testimonianza di una vita veramente cristiana che va rinnovata ogni giorno.
“Edificare ponti tra i popoli”, è stato questo uno degli obiettivi principali del pontificato di papa Wojtyla e la sua testimonianza ha aperto nuovi varchi di comunicazione; la sua modernità era rappresentata, dalle sue parole, dai suoi gesti e dai continui pellegrinaggi che lo hanno portato, apostolo di pace, in tutti i continenti.
Gli incessanti messaggi di pace e progresso indirizzati a tutti gli uomini, senza distinzione di religione, razza e cultura, arrivavano alla mente, ma soprattutto al cuore di tante persone.
«Non abbiate paura! Spalancate le porte a Cristo, alla sua salvatrice potestà; aprite i confini degli stati, i sistemi economici come quelli politici, i vasti campi di cultura, di civiltà, di sviluppo. Non abbiate paura!».
Quando Giovanni Paolo II parlava, la sua voce scuoteva le coscienze. Con la mente e con il cuore era costantemente in preghiera e benché il suo corpo fosse vicino a chi lo ascoltava, il suo spirito si trovava altrove. In lui il dono della fede brillava in maniera del tutto particolare.
Un uomo di forti contrasti: semplicità nei relazioni umane ma con un’acuta intelligenza, umile verso Dio ma sicuro quando echeggiava contro le malvagità dell’uomo, fermo nel difendere la sua Chiesa ma disponibile nei confronti delle altre religioni.
Un’icona di questo grande pontefice è stata la sofferenza, ma questa sofferenza ha contribuito a renderlo più comprensivo verso le sofferenze degli altri. L’immagine di quella bocca dalla quale non uscivano più le parole e lo sforzo per pronunciarle ne cambiava i lineamenti, è stato il suo doloroso saluto per tutti, la sua debolezza un abbraccio e un congedo universale da tutti, credenti e non credenti. Che testimonianza!
Questo vuol dire credere nella Risurrezione, significa avere fede al punto che anche la morte non gli fa più paura perché quello è il momento in cui potrà guardare Dio faccia a faccia.
Lui che ha sempre avuto un amore immenso per la vita tanto da dire ai giovani di spenderla bene perché è un tesoro unico.
Di questa persona così speciale ne sentiamo la mancanza. Ci manca sua bontà, il suo sarcasmo, la sua voce, la sua forza. Quel suo pregare forte, coraggioso, doloroso ma mai disperato. Ci manca anche la sua intransigenza in grado, non si sa come, di non fare sentire alcuno messo da parte. Per questo, quel papa con l'inflessione polacca ci manca, come ci manca un parente. Qualcuno lo ignorava, altri lo ascoltavano poco. Molti, nel frattempo, non hanno voluto aspettare il processo canonico per tentare, con lui, di essere migliori.
Questa figura di grande testimone di Cristo, invita i cristiani oggi, più che mai, ad affidarsi alla sua intercessione.

 


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