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Angelo Giuseppe Roncalli nasce
il 25 novembre 1881, a Sotto il Monte, in provincia di
Bergamo. E’ il quartogenito dei 13 figli di una modestissima
famiglia di contadini mezzadri (“eravamo poveri, ma contenti
della nostra condizione…”). A 11 anni, Angelo entra nel
seminario di Bergamo, dove frequenta il ginnasio e il liceo.
Continua gli studi a Roma, presso il Seminario Romano dell’Appolinaire;
esercita il servizio militare e diventa sacerdote nel 1904. E’
eletto segretario del Vescovo di Bergamo, mons.
Radini-Tedeschi, ed inizia ad insegnare in seminario
discipline storiche e teologiche. E’ cappellano militare
durante la prima guerra mondiale. E’ in questi anni che
esprime il suo metodo di lavoro: “Mettersi a contatto
con tutti, essere presente dovunque, esporre con chiarezza la
dottrina; non lasciarsi sopraffare dalle difficoltà, non
arrendersi alle iniziative avversarie, non accontentarsi di
fare argine e tenere posizioni; ma precedere e guidare in
spirito di apostolato”.
Il 28 ottobre 1958, dopo la morte di Pio XII, è eletto Sommo
Pontefice e sceglie il nome di Giovanni (nome di suo padre,
del patrono del suo paese d’origine e dell’evangelista della
carità). Angelo Giuseppe ha ormai 77 anni e l’impressione
generale è quella che la sua elezione sia la nomina di un papa
“di transizione”, che riceva l’eredità del suo predecessore,
fino a che la situazione della Chiesa e del mondo cristiano,
in un’incerta epoca di trasformazione, si chiarisca. Ma, già
dopo soli tre mesi dalla sua elezione, egli dimostra che
queste non erano le sue intenzioni, annunciando la
convocazione di un Concilio Ecumenico. Inizia un nuovo modo di
fare il Papa, con molte sorprese:

- Abolisce molte formalità nella
Santa Sede.
- Visita inaspettatamente i bambini e gli anziani in ospedale
e i detenuti in carcere.
- Annuncia a sorpresa il Concilio Vaticano II con lo scopo di
aggiornare la dottrina cristiana.
- Aumenta gli stipendi dei lavoratori della Santa Sede,
raddoppiando le paghe delle categorie inferiori e migliorando
quelle delle categorie superiori.
- In quanto Vescovo di Roma, visita personalmente le
parrocchie e le borgate della città. - E’ il primo Papa ad
uscire dal Lazio, (dopo l’annessione di Roma allo stato
italiano nel 1870), compiendo un pellegrinaggio in treno a
Loreto e Assisi.
- Durante il suo Pontificato, nomina 37 nuovi cardinali; tra
cui,, per la prima volta nella storia, un tanzaniano, un
giapponese, un filippino e un messicano.
- E’ il primo Papa ad eleggere il primo santo di colore, fra
Martin de Porres.
Il 10 maggio 1963 il Papa riceve il premio internazionale
Balzan per la pace per la sua intensa attività contro i
conflitti.
Dopo una breve malattia, Giovanni XXIII muore il 3 giugno
1963.

Sarcofago di vetro di Giovanni
XXIII, nella Basilica di San Pietro in Vaticano
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Egli fu molto amato, e lo è tuttora, per la sua personalità
umana, il suo interesse verso i più deboli, il suo zelo
apostolico, che lo portò ad iniziative insolite, a contatto
diretto con la gente.
E’ stato beatificato da Giovanni Paolo II il 3 settembre 2000.
Chiudiamo queste righe con le parole di Carlo Levi, che
esprimono tutto il significato di questo grande Papa.
“Giovanni XXIII ebbe la semplicità, la naturale capacità
rivoluzionaria di chi è di tutti, di chi sa essere, senza
residui o compromessi, interprete della storia. La sua opera,
la sua vita sono un meraviglioso atto di fiducia nell’uomo:
un atto di fiducia espresso nell’azione, nato
dall’intelligenza d’amore. Questa fiducia e intelligenza
d’amore venivano intesi e capiti come cosa propria dai popoli:
dagli uomini veri e vivi di ogni parte della terra, che
sentirono in lui un fratello, un amico, un uomo, che, come il
più umile e oscuro di essi, voleva veramente, con tutto il
cuore, la pace sulla terra. Come si faceva lontano il tempo
della disgregazione, della settaria ferocia!” Carlo Levi, (Id.,
p.520).”
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