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I MINISTRANTI
I “ministranti”
(termine che ha sostituito la parola “chierichetto” e derivante
dal latino "ministrans", “colui che serve”) ha voluto indicare
l'esempio di Gesù che non ha esitato Egli stesso a servire per
primo (servire non vuol dire essere servo); con questo
insegnamento invita tutti, ragazzi e ragazze a fare la stessa
cosa, amando i nostri fratelli e manifestando l’impegno
cristiano nella famiglia, nella scuola, con gli amici.
I
chierichetti
esprimono un segno della predilezione del Signore verso i
fanciulli, i quali, secondo la Parola del Vangelo, sono modello
dei "piccoli", ai quali Dio rivela i misteri del suo Regno (Cf
Mc 10,13-16)
| RESPONSABILE |
Don Sergio Gamberoni |
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| SEDE |
Parrocchia di Sarnico |
LA PREGHIERA DEL CHIERICHETTO
Signore Gesù,
l’amore che vogliamo a te
non sia fatto di belle parole ma di fatti concreti,
di scelte coraggiose vissute giorno per giorno
in attenzione ai tuoi esempi e alla tua parola.
Rendici ragazzi generosi
che sanno donarsi con gioia.
Rendici ragazzi semplici e poveri
che sanno di aver bisogno degli altri.
Rendici ragazzi esperti che sanno ascoltare gli altri
e capire le loro esigenze.
Donaci la capacità di non rifiutare mai
il servizio che ci viene richiesto.
Donaci la gioia di vedere contenti quelli
che ci stanno vicino.
Donaci un cuore grande come il tuo, che
sa dimenticare le offese ricevute.
Aiutaci a vivere come Tu ci hai insegnato.
E OGGI LARGO ANCHE ALLE CHIERICHETTE
Recentemente ho
avuto modo di parlare con un'alunna di prima media e alla domanda: “Perché
hai deciso di diventare chierichetta” la stessa mi rispose: “Dai
banchi della Chiesa guardavo con invidia i bambini che servivano
all’altare e volevo essere al posto loro, essere lì per servire il
Signore”.
Chissà quante fanciulle che oggi fanno le chierichette hanno pensato
o detto ai loro genitori o al Parroco frasi come questa?
Il desiderio di queste seguaci di S.Tarcisio (il protettore
dei chierichetti; primo chierichetto martire della storia cristiana,
un romano incaricato di portare di nascosto l'eucaristia ai
cristiani rinchiusi in prigione in attesa del martirio) luminose,
trasparenti, candide, non è più un sogno in un cassetto ma realtà in
molte parrocchie che hanno aperto la porta della sacrestia a tutte
le ragazze che desiderano servire all’altare.
Ma che cosa differenzia le chierichette dai chierichetti?
Assolutamente niente, ma forse proprio perché questo ruolo era, ed
in alcune realtà parrocchiali è, un ruolo tipicamente riservato ai
maschi, le nostre ragazze hanno maturato la consapevolezza
dell’importanza del compito che devono svolgere ed il desiderio di
svolgerlo è spesso più profondo di quello della maggior parte dei
coetanei maschi.
Felici i genitori, nell’ammirazione dei lunghi capelli bruni o
biondi ricadenti sulla tarcisiana bianca di lino ed infine,
entusiasti soprattutto i nonni che possono contemplare le loro
nipotine sfavillanti di fede e devozione.
Personalmente ritengo che le chierichette abbiano un posto
importante, nel servizio liturgico. Maria non è forse stata nel
Cenacolo con le sante donne preparando il pasto della Pasqua?
Chi nell’Ascensione e nella Pentecoste ha sostenuto
la preghiera degli Apostoli e dei discepoli nell’attesa dello
Spirito Santo?
Col servizio all’altare, una ragazza si prepara a svolgere nella
Chiesa un estensione del ruolo di Maria e delle Sante donne che
seguivano Gesù.
Oggi, durante la messa a volte leggo le preghiere dei
fedeli, canto, raccolgo le offerte e quant’altro ci sia da fare,
seguo i gesti dei chierichetti e mi piange il cuore quando seguo una
Messa in cui il sacerdote è solo, senza ragazzi intorno.
CIVIS
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