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CORO EFFATA'

 


 

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IL CORO DEI GIOVANI
 

LEGALE RAPPRESENTANTE Dott. Paolo Cadei
CONTATTI Maestro Luca Belotti
SEDE Oratorio di Sarnico

 


il logo del coro

Attivo dal 1989, il Gruppo musicale - coro Effatà di Sarnico è una tra le realtà più intraprendenti nel panorama musicale a cavallo tra le province di Bergamo e Brescia. Fondato all’interno dell’ambito dell’oratorio di San Filippo della cittadina sebina, il coro Effatà nei primi tempi si impegna solo nell’accompagnare  le celebrazioni liturgiche. Ma con l’andare del tempo, allarga il suo repertorio ed aumenta in maniera considerevole le sue iniziative. Il Gruppo musicale, presieduto da Paolo Cadei, prende nome dalla frase che Gesù rivolge al cieco e che significa "Apri gli occhi!".

Partito con 15 elementi, il coro è oggi composto da una quarantina di unità, dirette dal maestro Luca Belotti, che si occupa anche di arrangiare e musicare tutti i brani che vengono proposti, con esclusione dei classici.
Pur rimanendo strettamente legato alla tradizione dei canti liturgici, il repertorio del coro Effatà spazia fino ad arrivare al genere Gospel e nello spiritual.

Oltre ad un centinaio di concerti svolti in tutta la regione, all’attivo del sodalizio di Sarnico c’è anche la realizzazione di due cd: nel 1993 è uscito "Sulle rive del fiume", che propone una serie di brani gospel e spiritual. Nel 1999 è stata la volta di "Navidad en verano", un arrangiamento della messa del compositore argentino Ariel Ramirez.

In questo periodo le attività del Gruppo musicale, che si appoggia alle strutture messe a disposizione dall’oratorio di San Filippo, dall’Amministrazione comunale di Sarnico e dall’Associazione anziani, sono rivolte alla lavorazione del terzo cd: saranno brani di genere spiritual contemporaneo, e la pubblicazione del nuovo prodotto dovrebbe avvenire prima della fine dell’anno.

Ma del repertorio del coro del basso Sebino, fanno anche parte una serie di concerti che hanno proposto il Reqiem di Gabriel Fauré, e alcune esibizioni che hanno proposto una serie di arrangiamenti dal disco "Infinitamente piccolo", di Angelo Branduardi

(da Brescia Oggi)

DAL PORTO GIUGNO 2000

a firma Luca Ceri

Difficile dire se esista o quale sia il modo corretto di
manifestare la lode a Dio.

Il silenzio sembra congeniale e la meditazione un elemento essenziale, ma la gioia scatena il movimento e solo il canto la può esprimere efficacemente.
Monumentali opere dai contenuti complessi lodano Dio, ma semplici ritornelli sono inni incomparabili.

Alle origini del Gruppo Musicale Effatà ci fu il coraggio  di un parroco, che, spalleggiato e rassicurato da un fido  collaboratore, permise ad accreditati esponenti della gioventù oratoriana di sostituire in alcune funzioni religiose il tradizionale organo con percussioni e chitarre elettriche.

I primi esperimenti, infatti, non furono sempre contraddistinti dalla opportuna discrezione e fu chiaro dall'inizio che i margini i
miglioramento erano ampi. Il fermento dei gruppi giovanili non si esaurì e facendo leva sul bagaglio musicale di molti adepti si consolidò in una presenza costante nei momenti salienti della vita parrocchiale.

Aggregazione spon­tanea del coro, partecipazione a momenti liturgici, prove periodiche in alcune parti dell'anno e sporadiche in altri, repertorio tipico dei gruppi giovanili oratoriani, alcuni pezzi anche a due voci ed un orchestra a metà tra i cugini di campagna ed il corpo musicale cittadino.

Il vero elemento di coesione del gruppo fu senza dubbio il maestro Luca Belotti.

Ora musicista, compositore e direttore d'orchestra, diplomato al conservatorio di Bergamo, riuscì a trasformare una squadra di calcio in due sezioni maschili, a dividere, tenendo conto più che altro delle affinità caratteriali, le ragazze in soprani e contralti ed a far cantare il tutto con l'accompagnamento di generosi musicisti amatoriali e dediti componenti del corpo musicale cittadino.

70 coristi età media 19 anni. La passione per il canto, inizialmente elemento accessorio, crebbe così come la qualità delle interpretazioni musicali. L'elemento costante ed anche unico iniziale principio costitutivo del gruppo e' l'animazione di celebrazioni liturgiche ed eucaristiche.

E' attorno a questo che il gruppo comincia a costruire la propria attività ed il proprio bagaglio.

In questo ambito nasce il primo importante lavoro: "Concerto per un nuovo anno".

Da sempre il maestro Belotti ha scritto, orchestrato, ed arrangiato ogni pezzo, ma i nuovi brani hanno una peculiarità importante: sono stati interamente composti nella musica e nei testi da componenti del gruppo. Nove pezzi ispirati a temi natalizi che suscitano nel coro nuove emozioni. Anche i coristi meno coinvolti e totalmente estranei alla realizzazione dei brani, finiscono col sentire proprie le composizioni, segno del consolidarsi di una precisa identità e di un nuovo spirito di partecipazione ed appartenenza.

La composizione dei pezzi ha richiesto circa 6 mesi, altri 3 mesi hanno richiesto le prove con il coro e l'orchestra, per l'occasione composta da 62 strumentisti.

Il primo concerto ebbe luogo il 12 gennaio 91 e con alcune variazioni fu riproposto altre 2 volte nel corso dell'anno successivo.

Nel frattempo il coro cominciò ad assumere una strutturazione organizzativa.

Fu istituito un consiglio direttivo, composto da una dozzina di consiglieri, dedicato alla programmazione e alle verifica delle attività.

In occasione di un concerto, svoltosi presso il Seminario di Bergamo nella prima metà del '92, in cui vennero eseguiti brani in tema pasquale, composti dal maestro Belotti, l'Eco di Bergamo pubblica: " sembra davvero incredibile il caso di Luca Belotti, di 23 anni, che si presenta in una sede di prestigio come la chiesa ipogea del Seminario Vescovile a dirigere un'orchestra di 60 elementi ed un coro di massicce proporzioni con un programma di musiche interamente composte da lui stesso ". L'articolo continua con valutazioni tecniche del tipo ". . . c' è uno sviluppo interessante sorretto da una fluida scrittura armonica: il lessico non è difficile capirlo è quello del più famigliare sinfonismo viennese". Per quanto riguarda il coro prosegue con: "Rispetto alle parti orchestrali, quelle vocali mostrano minor efficacia non sappia mo fin dove per un colore vocale discutibile, o invece anche per l'uso di testi in italiano".

Il quadro prospettato dal critico Bernardino Zappa, rappresentava con precisione la situazione del  gruppo: grandi capacità compositive e direttive del maestro, ottimo livello tecnico dell'orchestra nell'eseguire le parti, ma notevoli limiti del coro.

Non suonava certo una novità, considerata la qualità professionale di maestro e strumentisti e la generosità amatoriale dei coristi.

Fu comunque considerato di rilievo l'essere stati oggetto di attenzione da parte della critica.

Dal 1994 cominciano i corsi di canto, organizzati spesso a sezioni con l'intento di migliorare le capacità tecniche del coro. I maestri sono Antonio Pelucchi, Fabio Tartari, Monica Zipponi ed il tenore Marcello Merlini con il quale scaturisce una collaborazione continuativa.

Da ricordare, tra le attività didattiche, 10 stage, con il reverendo Lee Brown, che durante una tourneè in Italia si rese disponibile ad incontrare il coro. In un pomeriggio vennero condensati un minishow, una prolungata intervista, esercizi di canto e lezioni di teoria ed accademia.

Quando fu chiaro che il gruppo Effatà aveva le risorse, l'autonomia e la voglia di fare cose nuove,
secondo la più rinomata tradizione democratica italiana, fu istituita una consultazione popolare, per  consentire ad ogni corista di manifestare una o più preferenze sul da farsi.

In realtà, altra peculiarità italiana, molti sostengono che la scelta era già stata fatta ma la ratifica all'unanimità del repertorio ghospel e spiritual mise tutto a tacere e sancì l'inizio di un nuovo genere
musicale per il gruppo. Spronando il cavallo di battaglia "Oh happy day" sono stati fatti ad oggi 49 concerti proponenti un repertorio in continua evoluzione, che consta ora di 26 pezzi, arrangiati, adattati o integralmente scritti dal maestro Belotti.

In questo ambito scaturisce la prima incisione targata effata: un C D intitolato "sulla riva del fiume": 70 minuti di musica, incisi un una sala di registrazione inusuale, la Chiesetta di San Paolo.

Diverse esperienze si susseguono ed integrano le costanti partecipazioni alle funzioni parrocchiali e  gli ormai periodici concerti ghospel e spiritual. 3 Concerti con la banda di Pradalunga con un  repertorio ghospel-natalizio e 2 concerti di musica lirica, accompagnati dall'orchestra Forrest Brass,
che per diverso tempo costituisce anche la sezione fiati dei concerti spiritual.

E' con l'edizione 1997 del Cantagiovani che giunge prima apparizione televisiva del coro, il quale partecipa come ospite fisso alle tre serate della rassegna, eseguendo, oltre alle sigle di inizio e fine serata, anche diversi brani di intermezzo
Si è colta spesso, durante concerti, l'occasione do sperimentare nuovi modi comunicare contenuti ed emozioni. Le interpretazioni musicali sono, infatti costantemente integrate da letture di testi, da proiezioni di immagini ed anche
da parti recitate. A tal proposito, particolarmente apprezzata è stata la collaborazione con Walter Tiraboschi, Carlo Alberto Furini ed il violinista Andrea Pagani, che in diversi concerti si sono esibiti, tra un brano e l'altro, recitando pezzi da loro stessi scritti. Sicuramente uno de ricordi indelebili dell'amico Carlo Alberto.

Da citare, infine, i ripetuti inviti al coro da parte della Diocesi di Bergamo, per l'animazione  della messa di inizio anno nel Duomo di Bergamo.

Ultimo capitolo in ordine di tempo è il repertorio di musiche sudamericane.

Il coro, da sempre, accosta nei repertori pasquale, natalizio e ghospel, pezzi provenienti, per  composizione e lingua, da diverse parti del mondo. "Posetina" è un canto russo, Minuit  Cretien è francese ed Eres Tu è sudamericano.

Sono solo tre esempi di un repertorio significativo che sfocia in un importante lavoro tematico: un concerto composto da una selezione di brani sudamericani tra cui la Messa Creola di  Ariel Ramirez.

La sensibilità di molti coristi verso la missione in america latina e l'attenzione complessiva  della comunità parrocchiale nei confronti dell'aiuto ai paesi sudamericani conferisce a questo  repertorio un gusto particolare.

Diventa parte integrante dell'orchestra il gruppo andino Wayna Incas, che porta un contributo sostanziale facendo uso di strumenti tipici. Dopo prove e concerti il coro affronta la registrazione del secondo CD. Intitolato Navidad en verano contiene i 5 pezzi della messa creola e 13 brani di contenuto natalizio di origine sudamericana. Il coordinamento e la produzione è naturalmente a cura del Maestro Belotti, che si avvale dei solisti Marcello Merlini, Chiara Cadei, Augusta Belotti ed Angela Belotti.

In epoca digitale, in cui di ogni cosa ce n'è una virtuale equivalente, unicamente animata da  numeri, non poteva mancare "il coro in cifre". Numeri che suggeriamo sulla ruota di Palermo  e che siamo certi diano un quadro riassuntivo di 10 anni di effata. 90 è il numero massimo di coristi che il coro ha avuto mentre il numero minimo è 30.

Il numero totale di pezzi nel repertorio è 110.
89 sono i concerti fatti, questo incluso, di cui 49 sono Ghospel e Spiritual, intitolati sulla riva  del fiume.
62 è il numero massimo di strumentisti impiegati in un concerto.
1 è sia il numero di direttori che il numero di presidenti del gruppo. 4 è il numero di registrazioni di cui 2 C D e 2 cassette.
300 sono gli accessi al sito Internet ufficiale dal 1 marzo.
Il coro ha collaborato con 12 gruppi, mentre sono 26 i solisti che si sono alternati nei concerti.
Sono stati stampati 3000 C D e 5000 cassette.
100 è il numero totale dei coristi coinvolti e, come potete immaginare, è un numero approssimato poichè, almeno all'inizio non erano sempre distinguibili i coristi dai simpatizzanti. 15.000.000 sono il costo massimo di un concerto.
3 sono le apparizioni televisive, 10 i comuni di provenienza dei coristi che vincono di uno contro le 9 voci recitanti.

 


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