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I MISSIONARI

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AMALIA BUELLI
(Canossiana)

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I nostri missionari

Parroco don Luciano

Curato: don Loris



Suor Amalia Buelli nacque a Sarnico il 26 novembre 1902 da famiglia numerosa composta da genitori e otto figli, dei quali un prete e tre suore: due missionarie e una di clausura.

Di carattere dolce, mite e umile, entrò giovanissima nel Convento delle Canossiane di Vimercate.

A 24 anni nel 1926 partì per la Cina. Dopo un viaggio alquanto avventuroso durato parecchi mesi, giunse finalmente al suo convento nello Shensi Meridionale. Lì iniziò il suo lavoro di evangelizzazione.

Il mattino prima dell'alba usciva dal convento con una cesta per raccogliere i bambini abbandonati nella foresta durante la notte e sottrarli allo scempio delle belve. Li portava al convento dove venivano battezzati, curati e allevati amorevolmente.

Durante la permanenza in Cina una volta il Mandarino locale scacciò le missionarie dal convento, le costrinse a salire su una montagna affinché vi morissero di fame.

Mentre faticosamente camminavano il Mandarino fu colpito da malore e morì gridando: «Quanto è terribile il Dio dei cristiani!»

Allora le missionarie scesero dalla montagna, tornarono al convento e ripresero il loro lavoro di apostolato.
Quando Mao imperversò in Cina, assalì con un'orda di briganti il convento delle Canossiane.
Missionari e suore fuggirono e si nascosero in una vicina palude, ma furono raggiunti e catturati. I briganti però si accorsero che mancava una suora, tornarono sui loro passi, ma  non riuscirono a rintracciarla. Suor Amalia, piccolissima com'era, si era nascosta sotto un pentolone di cucina e così si salvò.

Quando Mao scacciò tutti i missionari dalla Cina, su or Amalia con tutte le suore e i missionari approdò a Hong Kong.
Da lì iniziò il lavoro di soccorso alle famiglie di pescatori che nascevano, vivevano e morivano sulle barche che fungevano da casa. Suor Amalia andava e veniva dalle barche per aiutarli e parlare loro dell'unico vero Dio ottenendo tante conversioni.
Riusciva a convincere anche i bambini, molto legati alle loro barche, a entrare in convento per frequentare la scuola e crescere da buoni cristiani.

Da Hong Kong spesse volte suor Amalia entrava clandestinamente in Cina per evangelizzare e battezzare I cinesi.
Più tardi fu trasferita in Malesia doVe continuò il suo lavoro di apostolato.
In seguito ritornò di nuovo a Hong Kong da dove nel 1969 a causa della malattia che aveva colpito il fratello sacerdote tornò in Italia.
Erano passati 43 anni di ininterrotta vita missionaria in Asia.
Era sua intenzione di tornare dl nuovo in Cina dopo la morte del fratello sacerdote, ma fu trattenuta in Italia dai parenti per la sua già avanzata età.

Morì a Vimercate nel 1987 e fu trasferita e tumulata nel cimitero d. Sarnico.

 


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