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I nostri missionari

Parroco don Luciano

Curato: don Loris



“NOI SAPPIAMO CHE SIAMO PASSATI DALLA MORTE ALLA VITA PERCHE’ AMIAMO I FRATELLI” (1Gv 3,14).

Miriam Sanguinetta, missionaria della parrocchia di Sarnico che da 2 anni lavoro a San Paolo del Brasile con P.Gianpietro Carraro e sua sorella Chiara.

Mando a tutti gli amici di Sarnico i miei più cari auguri di Buona Pasqua ed alcune notizie della nostra esperienza brasiliana.

 

Meninos de rua”=bambini di strada della piazza Agnangabaù

 

Carissimi amici,

a distanza di un anno e mezzo dall’inizio di Missione Belem ringraziamo Dio per condurre questa pazza esperienza. Come sapete il nostro lavoro è con le persone di strada, persone di ogni età che vivono sui marciapiedi e nelle piazze delle grandi città brasiliane, noi lavoriamo nell’enorme San Paolo. Le difficoltà non mancano, le strutture insufficienti e strapiene, ma… “non c’è problema”, per tutto si trova una soluzione.

Le nostre case sono tutte coordinate da ex fratelli di strada, recuperati. E’ difficile non commuoversi vedendo la loro dedizione. Betto, Eliseo, Gilson, Miguel, Giudite, Diogo… sono solo alcuni dei nostri fratelli che remano insieme a noi, caricando sulle loro spalle un fardello non facile. Con la ricchezza della loro esperienza, spesso volendo riscattare la propria vita dal male fatto in passato, oggi sono per noi un esempio di generosità e di amore incondizionato. Vi racconto qualche fatto per farvi entrare un po’ nel nostro “mondo”.

Non è raro che anche tardi la sera, ci troviamo davanti ad un caso disperato, persone vittime di una vita disordinata, ormai in fondo al pozzo, non ce la fanno più, cercano l’ultimo appiglio per risalire o morire. Molte volte la soluzione più immediata è caricarseli in macchina e telefonare al coordinatore della casa più vicina (a ca 100 Km); aspettare il giorno dopo potrebbe essere fatale.

 

Gabriel, Pamela, Yasmin, Wagner, Pedro, sono
alcuni dei bambini accolti nelle nostre case famiglia.
Nonostante la tenera età ciascuno di loro
ha alle spalle una storia terribile.

 

Dall’altra parte la voce arriva sempre accogliente, “potete venire”… “non ti preoccupare, troviamo un ‘jeitinho’” che vuol dire che non hanno spazio, ma che uno in più cederà il suo letto per offrirlo al fratello che arriva.

Le loro stesse storie a volte sono davvero da film, Eliseo è uno di questi, ex capo della malavita, rispettato da tutti, oggi coordina una casa di “disobbedienti” come li definisce lui. Il comando seguito da uno sguardo minaccioso, era la sua forza nel mondo del crimine, nessuno osava contestarlo, oggi prevale un cuore buono e lo stesso sguardo non ottiene i risultati a cui era abituato. Quando ha iniziato a coordinare, quella casa aveva 15 uomini accolti, ora ce ne sono 65. Un giorno, un fratello, vecchietto e con problemi mentali, ha deciso di andarsene, Eliseo ha parlato con lui tentando di dissuaderlo, gli dispiaceva che ritornasse all’alcool ed a vivere sui marciapiedi. Non riuscendo a convincerlo non ha potuto far altro che lasciarlo andare. Dopo due giorni però lo ha cercato in una “bettola” dove ha immaginato che fosse ed effettivamente lo ha trovato, ubriaco fradicio sdraiato per terra, dormiva profondamente al lato della strada. Se lo è caricato in spalla, lo ha portato a casa, lavato e messo a letto. Quando si è risvegliato era di nuovo nella casa, amato. Non c’è nessuno che possa convincere questi giovani a fare questo, solo l’amore di Dio che entra in loro e li trasforma. Sono certa che per l’amore che sta seminando, gli verranno perdonati i suoi numerosi peccati.

“Siamo passati dalla morte alla vita perché amiamo i fratelli”.

Fra due mesi Eliseo si sposa con la ragazza che da anni è al suo fianco nella buona e cattiva sorte, una ragazza che non ha mai smesso di pregare per la sua conversione, e non ha mai smesso di credere in lui anche durante i quattro lunghi anni di carcere. A volte si lamenta un po’ dicendo che lui ormai ama più la sua casa di accoglienza che lei. Ma in fondo anche lei si sta appassionando al nostro lavoro.

Le nostre giornate sono piene di questi esempi, vere e proprie “resurrezioni” contagianti, che si trasformano, anche per noi consacrati, in un esame di coscienza. Non mancano problemi, cadute e “tradimenti”, ma grazie alla perseveranza di qualcuno, tutto diventa meno pesante.

Lodiamo Dio per averci affidato questa missione fra gli “ultimi degli ultimi” e per essere Lui a guidare la nostra storia giorno per giorno.

Con la gioia dei nostri bambini accolti, auguro a tutti una Santa Pasqua di resurrezione.

Miriam Sanguinetta

San Paolo, S. Pasqua 2007

 

 

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