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E-MAIL DEL 23 AGOSTO 2007
Carissimo Don Luciano e tutti gli amici di Sarnico,
è da
parecchio tempo che desideravo scrivervi, ma i molteplici impegni
non me lo hanno permesso prima.
Oggi ho
finalmente l’opportunità di farlo per comunicarmi con voi, amici di
Sarnico, che occupate sempre un posto speciale nel mio cuore.
Quest’anno è stato per me particolarmente pieno di grazie. Durante
il mese di maggio, come Conferenza dei vescovi del Mozambico,
abbiamo avuto la visita ad limina in Vaticano. E’ stata una
esperienza unica e molto importante per tutti noi, particolarmente
per la mia Diocesi, per fortificare il nostro ministero episcopale e
rinnovare l’impulso missionario della nostra Comunità Diocesana.
I vari
incontri avuti, ma soprattutto il colloquio privato di 20 minuti col
S. Padre, col quale ho potuto con serenità condividere i problemi e
le sfide della mia Diocesi tanto vasta e complessa, sono stati
momenti significativi che mi hanno dato una grande carica. Tra le
varie raccomandazioni, ci resterà come sintesi della visita,
l’impegno affidatoci dal S. Padre, cioè: fare dell’annuncio
missionario la priorità delle priorità. Perciò, tornato in
Diocesi, non potevo far altro che condividere tutto questo con tutti
i miei collaboratori, sacerdoti, missionari, religiosi, catechisti e
altri operatori della pastorale; all’unisono abbiamo deciso di fare
di questo impegno il tema del nostro Sinodo Diocesano. Per questo,
in occasione del Giubileo per i 50 anni dalla fondazione della
Diocesi, in una Diocesi così vasta come la nostra di 82.625 Kmq., e
con appena 22 sacerdoti, è nostro grande desiderio dotare in un
primo momento di una bicicletta almeno 150 animatori delle comunità,
che sono i principali collaboratori nell’annunzio della Parola,
perchè possano svolgere con relativa facilità il loro compito.
Scusatemi se oso presentarvi questa preoccupazione, ma la fragilità
delle risorse economiche in cui si trova la Diocesi mi costringe a
farlo e sarei grato se qualche fratello o benefattore vorrà essere
sensibile e solidale, aiutandoci a realizzare questo nostro sogno.
Un’altra esperienza che mi è stata particolarmente cara è la
conclusione delle celebrazioni giubilari della nostra Diocesi.
Infatti il 12 agosto ha segnato il punto culminante dell’anno
giubilare con una solenne concelebrazione Eucaristica svoltasi allo
Stadio sportivo di Pemba, essendo ancora la nostra Cattedrale troppo
piccola per contenere tanta gente che ha voluto partecipare. E’
stata un’occasione per testimoniare in mezzo agli uomini la luce
della fede che ci guida e ci unisce. Siamo stati onorati dalla
presenza di alcuni miei fratelli nell’Episcopato, sacerdoti,
religiosi e religiose, e molti laici, ma anzitutto con i missionari
degli Istituti che hanno lavorato anche se attualmente si trovano
altrove. Insieme abbiamo ringraziato Dio per tutti i benefici
ricevuti in questi primi 50 anni e ci siamo interrogati su quali
sono le sfide che ci attendono e abbiamo ribadito il proposito di
ravvivare la missione di annunciare il Vangelo della Vita, costruire
una Chiesa comunione, adoratrice e solidale con le angosce e
speranze degli uomini e donne di oggi.
Certamente la missione che ci aspetta è immensa e pressante e,
oltre alle nostre forze, sentiamo la necessità della collaborazione
di quanti hanno a cuore l’impegno missionario, sia in forma di
preghiera che di sostegno materiale; chiedo perciò soprattutto il
vostro costante ricordo nella preghiera, perché il buon Dio, che è
il Padrone della messe, non cessi mai di donarci la Sua protezione
e la Sua forza per continuare con sempre crescente impegno l’opera
evangelizzatrice che ha voluto affidarmi.
Con
affetto imploro su tutti voi benedizioni e grazie dal Cielo.
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Ernesto Maguengue
Vescovo di Pemba
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