Home   Calendario liturgico  |  Contatti   il Porto |  L'Oratorio  | Il Vicariato |  Le Chiese di Sarnico | Dove siamo |

I MISSIONARI


PADRE
SEBASTIANO
TIRABOSCHI

INDICE

Home

Orari S.Messe

Catechesi

Consiglio Parrocchiale

Cons. affari economici

Cons. Oratorio

S.Martino (Patrono)

S.Mauro (Compatrono)

I Preti e le suore

I Preti del Vicariato

I Missionari

Le suore di M. Bambina

Spiritualità

S.Francesco D'Assisi

I Gruppi

I Personaggi

Ufficio Parrocchiale

Cinema teatro Junior

 

Web Master (Credits)

 

I PAPI

 Benedetto XVI

 Giovanni Paolo II

 Giovanni XXIII

   

IL PORTO -
periodico della parrocchia

Il Porto on line - scarica in pdf -

I Porto on line - ricerca articoli -

La Redazione

Distribuzione

Comunica con la redazione

 

Redazione il Portale

Web Master

Redazione Porto

I nostri missionari

Parroco don Luciano

Curato: don Loris




MISSIONARIO PER VENT'ANNI IN AMAZZONIA

Padre Sebastiano Tiraboschi, missionario Saveriano, nasce a Sarnico il 30 agosto del 1935.
Entrata tra i missionari Saveriani, in età adulta (aveva 21 anni) dopo aver fatto l'operaio presso la Manifattura Sebina .
Recuperati gli studi a Nizza Monferrato, Ravenna, Corno e Parma, fu consacrato sacerdote per le mani di mons. Gianni Gazza nella casa. madre dei Missionari Saveriani, a Parma, il 15 ottobre del 1967 all'età di 32 anni.

DICE DI LUI NEL SUO NECROLOGIO PADRE GIUSEPPE RINALDI

 P. Sebastiano Tiraboschi, dopo vent'anni di attività missionaria in Amazzonia, prima tra gli lndios della foresta poi tra i Cabocli delle piantagioni, è spirato mercoledì mattina alle prime luci dell'alba, a Parma, presso la Casa Madre dei Saveriani. di cui era membro effettivo.


P. Sebastiano con una piccola Indios


Dopo pochi mesi partiva per le missioni all'estero: destinazione Amazzonia. Fu la sua missione, il suo paradiso; la sua passione. Avrebbe desiderato morire laggiù ma i suoi superiori lo vollero in Italia, due anni fa, per un  estremo tentativo di salvargli la vita da un male che non perdona.

La sua missione, come ne parlava! Con calore e passione fino a commuoversi. Tra fiumi e liane, indios e garrimperos, jeep e canoe. Si spinse dove nessuno era ancora arrivato e vi piantò il segno della redenzione.

Richiamato in Italia nell'83 per un periodo di avvicendamento, diresse per tre anni la Casa dei Saveriani a Genova-Pegli. Ma il richiamo della foresta, quello della sua Amazzonia, ebbe il sopravvento e nell'87 ottenne di ritornare sul campo di lavoro.
Fino a due anni fa lavorò come si usa da quelle parti, tra quella gente immersa in un mare di problemi: quelli della salute (altissima è la mortalità infantile, la gente invecchia precocemente), della miseria, del lavoro; quelli di una superstizione strisciante e del forte richiamo delle sette di ogni colore. P. Sebastiano, dalla corpo. corporatura solida come un alpino, fu un forte lavoratore della missione, fondatore di nuove comunità cristiane.


P. Sebastiano nella sua Amazzonia

Ma anche per i più forti arriva il giorno fatale. Mentre era in visita ad uno dei villaggi più lontani della missione, un blocco intestinale lo costrinse a sospendere improvvisamente ogni programma.
Occorsero 48 ore di interminabili peripezie su canoe, barche a motore e jeep, per arrivare al primo vicino dottore che apprestò sui due piedi un intervento di gravissima urgenza. Fu l'annuncio di un male che si annidava dentro da tempo.
P. Sebastiano fu rimpatriato appena possibile; comprese di che si trattava. si curò quel poco che era possibile e volle tornare in Amazzonia.
"Forse il clima di là, forse l'entusiasmo della gente, forse quelle arie e quelle terre..."
Dovette ripiegare una seconda volta e fu la definitiva.
Si è spento mercoledì mattina, alle prime luci del giorno, col nome della mamma sulle labbra e i riflessi dell' Amazzonia negli occhi. Nel cuore un grande sentimento di abbandono in Dio.
Aveva 58 anni. Alle esequie, che si celebreranno nella chiesa parrocchiale di Sarnico, come ha informato il parroco don Giovanni Ferraroli, sarà presente anche la mamma del missionario, signora Teresa di 94 anni, che gode di una invidiabile lucidità mentale.

Coloro che lo hanno conosciuto più da vicino ricordano in P. Sebastiano l'uomo deciso, il missionario convinto, la persona di particolare sensibilità. E si domandano se di querce simili ne sorgeranno altre, e quando, sulle rive dello splendido lago di Sarnico.

 

da Profili biografici Saveriani a firma di P. Pelizzo

Nasce a Sarnico il 30 agosto 1935, aveva espresso fin da ragazzo il desiderio di entrare in Seminario o in qualche istituto religioso. Non fu esaudito e non si sa per quale ragione. Lo seguì negli anni, maturò lentamente sotto la guida dei sacerdoti e dell'oratorio parrocchiale, tra le file dell'Azione Cattolica, dentro la fabbrica Tessile "Manifattura Sebina" in cui lui lavorò come operaio. La sua vocazione esplose in modo prepotente quando il nostro P. Romano Rolli, celebrò la prima Messa nel febbraio del 1956.

Entrava dai Missionari Saveriani a Nizza Monferrato dove c'era il saminario saveriano per le vocazioni adulte.

Iniziò i suoi studi con molto fatica ma tanta volontà da Nizza Monferrato andò a Desio e Tavernerio per il Liceo e poi a Parma per la teologia.

P. Sebastiano che aveva  emesso la sua professione il 3 ottobre 1961, fu ordinato sacerdote il 15 ottobre 1967 ed esercitò il suo primo ministero nel contesto parrocchiale dei "Marinelli di Parma.

Il 3 agosto del 1968 partì per il Brasile-Sud per l'apprendimento della lingua e le prime esperienze pastorali. Il suo sogno però era l'Amazzonia che raggiunse finalmente nel 1973.

1973-75: Abaetetuba (Aiutante in parrocchia e responsabile delle cappelle delle isole, del movimento giovanile)

1976-77 Altamira (Parroco della parrocchia del Perpetuo Soccorso)

1978 in Italia per aggiornamento

1979-80 Altamira (di nuovo come parroco)

1981/83 a Souzel-Victoria

1987-89 a Porto de Moz

1989-91 Barcarena

1991-91 in Italia per cure

1992-93 di nuovo a Barcarena

1993 Ritorno definitivo in Italia

Le sue prime notizie dall'Amazzonia risalgono all'ottobre 1974 e si trovano in una lettera al Superiore Generale. «Qui sto bene, dice, e sono molto contento al punto che mi sembra di essere arrivato solo ieri; invece sono qui da più di un anno. Il lavoro non manca e col ritmo che c'è adesso che Cristo "aponta a Amazônia (fissa lo sguardo sull'Amazzonia) e con la scarsità del personale bisogna correre e si va».

Un suo confratello scriveva: «Sebastiano non era uno di quelli che dava pugni all'aria. Ogni sua azione era preceduta, accompagnata e seguita dalla preghiera...» Scrive il suo Vescovo Mons. Frosi: «Tre grandi amori segnarono la sua vita: l'Eucaristia, la Madonna, e la Chiesa. Con questi amori nel cuore si lanciò nell'apostolato con quella "compassione' che caretterizzò la persona e la missione di Cristo»

P. Signorelli dice: «Quando passava per la Domus era uno dei confratelli con cui facilmente e volentieri mi trovavo a recitare il rosario, camminando avanti e indietro per la bella chiesa della Mercês».

Incominciò poi il suo calvario: Vi scrivo dalla clinica Pedro Roumie dove mi trovo da dieci giorni. Ho avuto un improvviso blocco intestinale che mi ha fatto ricoverare d'urgenza... Tutto è andato bene.

Appena in grado di sopportare il viaggio P. Sebastiano fu inviato in Italia per le cure necessarie...

La ripresa graduale delle forze lo indusse a ripartire per l'Amazzonia

Per qualche mese riuscì a condurre una vita normale ma verso la metà di agosto del 1993 dovette ritornare a Parma perché una violente tosse lo tormentava giorno e notte.

Ai medici dell'Ospedale di Parma in cui fu ricoverato immediatamente, non fu difficile capire che la leucemia aveva fatto passi devastanti.

Un giorno ad una Saveriana che era andata a visitarlo, mostrò il crocifisso che teneva con sé e le disse: Guarda il volto del Signore in Croce? - rispose: lo stò guardando, perché, cosa vuoi dire?

«Perché bisogna guardare il crocefisso profondamente e soprattutto bisogna lasciarsi penetrare dal suo sguardo»

Pochi giorni dopo, all'alba del 15 settembre andava a vedere di persona Cristo risorto per lasciarsi penetrare per sempre dal suo sguardo amoroso.

La gente dell'Amazzonia lo piange perché sa di aver perso un compagno di viaggio che sapeva stare al loro passo ed un amico di cui si poteva fidare. E sa che il suo amore per loro non è cessato con la sua morte.

 top


Parrocchia di Sarnico - Piazza Santissimo Redentore 17 - 24067 - Sarnico (BG) tel 035-910056
www.parrocchiasarnico.it 
e-mail: sitoweb@parrocchiasarnico.it