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I PERSONAGGI

BUELLI
DOMENICO

 

BABBO LUPO

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"LEALTA' RETTITUDINE E SPIRITO GIOVANILE"

Disse Baden Powel, riconosciuto caposcuola dello scoutismo mondiale: “… la felicità non dipende dalle ricchezze, dal successo, dalla carriera o dal cedere ai nostri desideri; un passo verso la felicità lo farete conquistandovi salute e robustezza finché siete ragazzi cercando di trarne tutto il profitto che potete. Guardate al lato bello delle cose e non al lato brutto, per poter essere utili e godere la vita pienamente una volta fatti uomini.”

Questa introduzione mi serve per parlare di una persona per la quale nutro un’amicizia  che risale dai tempi delle scuole medie e con la quale condivido non solo l’esigenza di coinvolgere ragazzi e adolescenti in attività varie ma anche, per esigenze teatrali ovviamente, …la moglie Rosa, una donna straordinaria, di spiccata personalità e altruismo.

Accanto ad un grande uomo, c’è sempre una grande donna”.
La persona è il “capo scout babbo lupo”
Domenico Buelli è uno degli uomini più autenticamente dotati di lealtà, rettitudine e spirito giovanile che abbia mai conosciuto e proprio la famiglia e la casa sono per lui una fonte di conforto e di sicurezza. Per il suo attaccamento al nucleo familiare, lo si può paragonare ad un lupo: anche lui, come i lupi, è disposto a tutto pur di proteggere la propria tana,
per lui la famiglia è il bene più grande e l'attaccamento alla famiglia è indice di civiltà.

Ed è stato proprio quel sentimento di protezione per la sua “tana” che negli anni 70 lo ha spinto senza esitazione a partire per Paesi tutt’altro che tranquilli come  la Somalia la Tunisia, l’Iran e l’Iraq.
Il lavoro è fondamentale per Domenico, e la società, questa società dove tutto viene pesato in denaro e prestazioni, dovrebbe finalmente accorgersi di quanti come lui, non chiedono assistenzialismo ma occasioni, banchi di prova.
La sua è stata una scelta che a quei tempi poteva rasentare l’incoscienza ma era invece dettata dalla necessità di affrontare in prima persona perchè “capo branco”  le responsabilità che il ruolo di padre e marito gli imponeva.

Dice la moglie Rosa “La nostra serenità di oggi ha dovuto spesso misurarsi con preoccupazioni e speranze; tuttavia le difficoltà affrontate hanno contribuito a tenerci ulteriormente uniti e ci spingono sempre a rivolgergli un sincero grazie di esistere!”

Nato nel 1949, barba alla Bud Spencer, fisico …più o meno uguale, dotato di una simpatia contagiosa unita ad una bontà d’animo che a fatica cela dietro ad una apparente impulsività che a volte manifesta col suo vocione baritonale parzialmente addolcito dall’ormai nota “erre francese” (sarebbe offensivo per lui definirla -moscia-) che lo contraddistingue.

Donna Rosa dice ancora: “…al vùsa al vùsa ma i gà da mai sclùt nigű perché al fà mia pura”.
Adora ed è adorato dai suoi lupetti e lupette non solo per la mitezza del suo carattere e per l’impegno e la competenza che mette in ogni sua azione, ma anche per
quel suo accostarsi in punta di piedi, cercando di esercitare in modo particolare le virtù dell’ascolto diligente, della verità, della pazienza, dell’ottimismo e del coraggio.

Il nostro Domenico sacrifica da 18 anni la quasi totalità delle sue ferie per passare con loro alcuni giorni ai campi, dove funge da babbo lupo, da cuoco, da attivo animatore e anche da severo sorvegliante. “Dè not l’è dificìl che ga sa rie a durmì” dice spesso babbo lupo.
In effetti le responsabilità che si assume sono notevole ed è grazie al senso di responsabilità e alla serietà, che mette nell’organizzare tutte le sue attività, ogni campo è un successo.

Poche parole e tanti fatti, Domenico è sempre alla ricerca di nuovi traguardi, attraverso una creatività culturale e artistica che lo porta a sperimentare nuovi percorsi, attraverso una costante e generosa volontà di volersi misurare con scelte originali. Vi è in lui la necessità di testimoniare l’importanza e la bellezza dell'impegno per gli altri in un momento in cui ci si confronta da una parte con il disinteresse di molti in un’era in cui  bambini e  ragazzi hanno l’agenda piena come quella di un adulto, impegnati in quotidiani tour-de-force fra scuola, calcio, danza, nuoto, musica, feste dai compagni, compiti da fare. Lo spazio riservato per attività di  socializzazione e di  “Servizio
visto come impegno graduale, concreto, disinteressato e costante ad accorgersi degli altri e cardine della vita scout, si è ridotto sempre più. Il suo costante impegno è quello di infondere nei suoi lupetti la volontà di lasciare questo mondo un po' migliore di come lo hanno trovato, con la coscienza di non aver sciupato il tempo, ma di avere fatto “del proprio meglio” per mantenete la promessa di esploratori, anche quando non saranno più ragazzi.

Il suo zaino, dopo 18 anni di scoutismo, si è arricchito di amore per la natura e per il creato, di attaccamento alla comunità all’interno della quale ha cercato di dare vita ad un gruppo di amici veri ed infine ha potenziato la sua Fede, una Fede costruita pietra dopo pietra attraverso esperienze forti che lo hanno portato a ritenere la figura di Cristo essenziale nella sua vita.

Tante altre cose avrei potuto dire ancora su di lui (uno degli intenti della serata era quello di farlo parlare per poter produrre l’articolo) ma proprio per la straordinaria bontà della cena e soprattutto per la squisitezza della compagnia e del vinello (…per non parlare d’altro) del padrone di casa, ho deciso di chiudere il taccuino. Mi sono reso conto di questa necessità quando mi sono ritrovato a guardare Duska, l’alano femmina della famiglia Buelli che guardandomi con quegli occhi tristi sembrava volesse dirmi: “Ada go mio oia dè parlà, te capèset söbèt quando û al gà oia dè parlà o al gà mia oia dè parlà!”

Un’ultima considerazione prima di terminare mi sorge spontanea: la famiglia, il valore dell’amicizia, lo zaino, l'essenzialità della vita in tenda e nella natura e il fortissimo senso di comunità hanno contribuito a rendere la vita di Domenico viva, concreta, piena di movimento ed emozioni intense.

Ora, diventato capo scout è consapevole che, nonostante l’età, non finirà mai di imparare, neppure adesso che ha al collo “il Gilwell”, che contraddistingue tutti i capi brevettati del mondo. Questo fazzolettone rosa rappresenta per lui realisticamente quanto disse Lord Baden Powell: “la vera felicità consiste nel fare la felicità degli altri”.

Provare per credere.

CIVIS
(Dal Porto Gennaio 2002)

 


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