"LA SUA RISPOSTA ALLA VOCAZIONE"
La vocazione è una scelta di vita particolare e fa parte di un
progetto che Dio ha su di noi. La nostra libertà è
pur sempre grande e ognuno di noi può
aderire-coltivare-aumentare o far morire ogni buona o cattiva situazione della
propria vita. La vocazione religiosa può essere una di queste scelte.
Ma esistono altre
vocazioni: la vocazione al matrimonio; è
una vocazione bella grande, importantissima voluta e benedetta da Dio fin dagli
inizi della creazione, é una vocazione all'amore così come quella del
consacrarsi a Dio. L'amore deve essere il fondamento, la sostanza e insieme la
luce e la gioia di una vita coniugale.
C’e anche chi invece alla propria vocazione ha risposto con il
servizio ai sacerdoti, ed anche questa è una grande e non comune vocazione.
La Cilia dèl è Preòst, nella nostra comunità, è la figura che più di tutte
identifica questa scelta.
Ad un anno dalla sua scomparsa (14 agosto 2001) molti la ricordano con affetto e
sincera gratitudine.
Eufemia in particolare gli è stata vicina negli ultimi anni di vita, ha ricordi
molto belli di lei.
“La chiamavo -Sorella
di Padre Pio- proprio per il suo modo di affrontare la sofferenza, una
sofferenza che offriva a Dio per i suoi sacerdoti. E’ vivo in me il ricordo
della dolcezza con la quale parlava di qualsiasi cosa, della devozione nella
preghiera rivolta a Dio per la comunità, per il lavoro di mia figlia, per il
nuovo Parroco che doveva arrivare, per Padre Daniele, per un bambino che doveva
nascere. Ricordo che i suoi occhi brillavano quando la sera la salutavo; se
leggeva in me preoccupazione subito mi tranquillizzava dicendomi che non ero
sola, il Signore vegliava su di me.
Quando il sacerdote le portava l’Eucarestia diceva sempre che
siccome lei non era potuta andare dal Signore, il Signore era venuto da lei. Le
sue sofferenze mi hanno aiutato a non avere paura della morte; la vita, diceva
sempre, è solo un momento di passaggio.”
Ci vuole tutta la vita per imparare a vivere e, quel che sembrerà
più strano, ci vuole tutta la vita per imparare a morire.
Anche Padre Daniele ha ricordi bellissimi dèla Cilia dèl Preòst.
“Il mio rapporto con lei era molto particolare; sono nato proprio nella
casa dove è morta, nella stessa stanza. I miei genitori, come secondo nome, su
…imposizione di Mons. Bonassi, mi chiamarono Pietro –L’è nasìt ‘ndèla me ca mè
ciamal Pietro, quindi durante le mie visite il ricordo dell’indimenticabile
Parroco, era sempre vivo. Nel gennaio del 2001 tornai a Sarnico per i funerali
di mio fratello, la Cilia stava già male e mi disse che le sue sofferenze le
avrebbe offerte per il mio sacerdozio. Ha sempre visto il servizio ai sacerdoti
come una risposta alla vocazione: prima come servizio effettivo a Mons. Bonassi,
poi al servizio dei sacerdoti con la preghiera e infine ha dedicato la sua
sofferenza a tutti i suoi sacerdoti e alle vocazioni”.
Un’altra testimonianza è di Don Gianni che fu
“salvato” (e salvato è il termine esatto) dalla Cilia. Vorrei comunque che fosse
don Gianni stresso in un prossimo numero a raccontare la vicenda che, così come
promise alla stessa Cilia, verrà pubblicata sul Porto.
“Mi si stringe il core a pensare come tutto al mondo
passa e quasi orma non lascia” diceva Leopardi in una
sua poesia; non condivido queste parole: La Cilia ha lasciato tanti ricordi
incancellabili che vanno oltre i muri di una vecchia casa demolita. Potrà
sicuramente far dispiacere non vedere più la “Cà dèla Cilia” con quella grande
finestra alla quale era spesso affacciata, ma quanto di importante lei ci ha
insegnato rimarrà sempre nei nostri cuori e sarà uno stimolo continuo a
contemplare orizzonti sempre più vasti.
Ognuno vale quanto le cose a cui dà importanza.