…Un grazie sincero è
è come lo sbocciare di un fiore
come l'apparire di un sorriso
sul viso di un bambino imbronciato
come il calore di un abbraccio paterno
come il primo bacio della mamma al proprio figlio.
Si chiamava Giulia
Belotti vedova Marini, ma per tutti era la “Maestra Giulia”, anche per
coloro che non erano stati suoi alunni o che addirittura erano più anziani di
lei.
Della sua vita privata non dirremo molto perché era
una persona discreta che ha fatto della sua
discrezione uno stile di vita; il suo volto anche se a tratti appariva severo,
ispirava all’istante fiducia e sicurezza. Non amava essere al centro
dell'attenzione, la sua era una personalità schiva, limpida, stimata da tutti
soprattutto per la sua disponibilità e generosità attributi che ha saputo
conservare fino in ultimo insieme ad un’energia ed una vitalità che non si
ritrovano nemmeno in persone molto più giovani di lei.
Restare giovane dentro nonostante trascorrere degli anni ecco il prodigio a cui
la maestra Giulia tendeva e per questo si è sempre posta davanti a tutto ciò che
la circondava come fosse appena venuta al mondo, con il desiderio di conoscere
e l’entusiasmo di una bambina.
Questa “signora senza tempo” avrebbe potuto essere protagonista del
presente per quella versatilità e per quell'entusiasmo che riusciva far nascere
nelle cose che faceva e che diventava linfa vitale per le persone che la
circondavano.
Sapeva ascoltare ed anche se per sua natura era refrattaria a qualsiasi
polemica, quando veniva interpellata per un suo parere, la maestra Giulia,
rispondeva sempre con pacatezza, senza offendere alcuno e le sue sagge risposte
riuscivano sempre a soddisfare tutti.
Cosa sia stata la maestra
Giulia, per tutti noi e per tutta la nostra comunità parrocchiale, non è facile
dire. Sicuramente ci verrà a mancare una donna di grande fede, una credente che
ha amato Dio e che anche nella malattia lo ha cercato per trovare un po' di
sollievo, non venendo mai a mancare quel suo particolare sorriso dietro al quale
sapeva nascondere anche il dolore.
Ci verrà a mancare una collaboratrice preziosa.
Solo chi le è stato vicino sa l'abnegazione, la diligenza, l'impegno fedele che
ha messo per tanti anni nel curare con scrupolosità ed accuratezza le
innumerevoli incombenze che aveva scelto di portare avanti. Ci verrà a mancare
infine una donna buona; la sua bontà innata le ha fatto percorrere
instancabilmente l’unica strada che porta nella direzione giusta, la direzione
della pienezza dell’Amore.
(Dal Porto Maggio 2005)