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Il Maestro Mario Carminati con la mamma ricevuto a Castel Gandolfo da
S.S. Giovanni Paolo II (anno 1998)

I PERSONAGGI

MARIO
CARMINATI

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L’importanza dell’entusiasmo

 

Mario Carminati  “Kapellmeister”. La notizia mi inquieta un po’: conosco le versatili capacità di Mario ma questo termine lo ignoro completamente; non migliorano le cose nemmeno dopo la traduzione in italiano “Maestro di Cappella”.

Chiedo precisazioni al mio collega di educazione musicale sono persuaso che la parola abbia qualcosa a che fare con la musica o col canto.

Il termine -a cappella-“ mi precisa il prof. prende ispirazione dal canto polifonico classico, che conobbe grande splendore nel periodo rinascimentale. I cantori eseguivano partiture dove l'accompagnamento strumentale aveva l'unico compito di -doppiare- esattamente le linee vocali. In chiesa il coro si posizionava nella cantoria, solitamente ubicata sotto la cappella più importante. Con il tempo la dicitura -a cappella- fu usata in modo specifico per definire il canto senza accompagnamento strumentale, e il termine italiano é ora utilizzato in tutto il mondo; il tuo amico quindi è un -maestro- di questo stile musicale”.

Sono compiaciuto! I sacrifici fatti in questi anni da Mario Carminati, pardon, dal Maestro Mario Carminati hanno dato un esito rilevante.

Chi lo conosce sa della tenacia e della coscienziosità con la quale porta avanti le cose che fa e il mio riferimento non è solamente alla passione per la musica. Ecco, la musica, il suo “grande amore” e proprio per il rispetto e la considerazione che si deve ad un grande amore, ha voluto affinare con una formazione musicale completa questa sua smisurata passione. Una passione e dedizione continue, utilizzando il tempo normalmente dedicato al riposo: ferie, sabati e domeniche, considerato anche il fatto che il canto corale è affiancato da anni ad una impegnativa e professionale attività lavorativa quale quella di medico.

E’ un personaggio non comune e per certi versi singolare Mario Carminati: mai polemico, ma caratterizzato da una semplicità che è modestia e riservatezza, nei modi e nel contegno, ma che è soffocazione dell'esibizionismo, dell'ostentazione delle capacità e delle doti; per meglio afferrarne il significato del termine, è opportuna l'identificazione degli opposti (non riferiti a Mario naturalmente), che potrebbero essere rappresentati dall'orgoglio, dalla superbia, dall'alterigia, dall'altezzosità, dall'ambizione, dall'irriverenza, nonché dall'impudenza. 

Queste qualità gli hanno conferito comunque un pregevole carisma e grazie a  questo “prestigio”, è riuscito, con molta discrezione a trasmettere la propria passione al suo coro: “Il coro il Castello”.

I suoi coristi lo stimano moltissimo e riescono a perdonargli tutto persino l’allucinate viaggio del dicembre 2001 a Salonicco per una serie di concerti in terra ellenica.

All’arrivo ad Atene la Grecia è stata colpita dalla più grande bufera di neve mai vista (l’ultima risaliva addirittura al 18 prima di Cristo) tanto da indurre il governo a proclamare lo stato di calamità nazionale. La tournè del coro che doveva durare tre giorni si protratta per quasi una settimana. Per onore di cronaca vale la pena ricordare che le autorità greche e i monaci delle Meteore hanno successivamente proibito al maestro Mario Carminati di rimettere piede in terra ellenica per almeno 50 anni. Da parte mia, come marito di una delle coriste ho ritenuto comunque opportuno ringraziarlo (anche a nome degli altri coniugi)  per gli inaspettati giorni di tranquillità che ci ha concesso.

Credo che l’amicizia che nutro per Mario sia sufficiente a farmi perdonare per aver ricordato questa avventura che gli è valsa la nomination per il “Tirapecio d’oro 2002”.

Insegnare musica e canto non è semplice, richiede sempre molta professionalità, pazienza e passione per la disciplina che si trasmette. E’ impagabile comunque il piacere di comunicare la possibilità di fare musica, stando insieme, divertendosi e questo è sempre molto bello e gratificante perchè la musica a volte sa diventare anche strumento di affermazione sociale, di lotta contro i pregiudizi e i luoghi comuni di un’intera società.

Recentemente ho visto un bellissimo film con Meryl Streep: “La musica del cuore, riuscita commedia dei sentimenti di Wes Craven che racconta la storia vera di un’insegnante di violino che è riuscita, con la forza di volontà e l’incredibile potere della musica, a portare gioia e serenità anche in un quartiere newyorkese come il Bronx. Sarnico e Paratico non sono certamente il Bronx ma, a mio parere, il maestro Mario Carminati dando vita al coro polifonico “il Castello” ha voluto concentrare la propria attività attorno a quello strumento magico ed amatissimo che è la voce umana tenendo fede proprio ai valori di socialità, civiltà, impegno, peculiari del suo modo di vivere, ricercando una continua evoluzione artistica ed umana e ricreando un'identità culturale antica e profonda.

Il suo coro (come affettuosamente lo definisce) svolgere attività interne di formazione corale e musicale, collabora con enti locali, scuole con lezioni-concerto, propone attività di perfezionamento e scambi culturali.

Il gruppo è alla continua ricerca di voci maschili e femminili da inserire nel proprio organico; si richiedono buone doti di socialità, serietà ed impegno e discrete qualità vocali.

Per riscontro si offrono cordiale accoglienza in un gruppo pieno di valori umani, opportunità di partecipare ai concerti e crescita culturale ed artistica attraverso una continua formazione musicale e corale.

La musica polifonica sacra e profana e il canto gregoriano, rappresentano certamente la parte più rilevante del repertorio che il gruppo Polifonico porta con successo in tutte le chiese e nei teatri, sia in Italia che all'estero (non sempre in condizioni climatiche avverse) seguito sempre da lusinghieri giudizi della critica e da favorevoli recensioni di stampa.

La scelta, indubbiamente frutto di grande impegno e rigore maturati tra i suoi componenti, ha condotto il gruppo ad affrontare lo studio e la preparazione di un repertorio molto ricercato ed impegnativo, comprendente brani eseguiti "a cappella" o con accompagnamento strumentale, di autori che vanno, per citare i maggiori, da Giovanni Pierluigi da Palestrina a T.L. Da Victoria, Bach, Handel, Mozart.

Desidero soffermarmi sulla peculiarità della musica polifonica, in cui la fusione melodiosa di contributi vocali diversi è in grado di offrire all'ascoltatore una sensazione quanto mai suggestiva, e di condurre allo stesso tempo la memoria e il pensiero lungo percorsi storici affascinanti, riscoprendo suggestioni che fanno parte a pieno titolo della nostra cultura e ne rappresentano una testimonianza importante.

Mario Carminati ha una concezione del sapere inteso come valore da divulgare generosamente; la sua personalità letteralmente straripa di vitalità, idee nuove, voglia di fare e di entusiasmo. Si entusiasmo, senza di esso ogni cosa che si fa diventa meno piacevole, e gli sforzi per arrivare al nostro obiettivo diventano maggiori. Tutto ciò che l’uomo ha realizzato di importante, per sé o per gli altri, è stato in gran parte ottenuto con il determinante stimolo dell’entusiasmo.

Nel coro “il Castello” il neo maestro di cappella Mario Carminati vuole persone entusiaste e positive, persone dal sorriso sincero, dal passo sicuro, tenaci, ma soprattutto che, come lui, abbiano fiducia in loro stessi, nelle loro capacità e con la voglia di affrontare sempre affascinanti opportunità.

Tutti i grandi uomini hanno lasciato il loro segno grazie ad una intelligenza stimolata dall’entusiasmo. Essi, con il loro entusiasmo hanno dato tutto quello che avevano di migliore.

Mario Carminati non vuole diventare un grande uomo, ma come diceva Albert Einstein: un uomo di valore.
 

Dal Porto 2004
a firma CIVIS

 


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