L’importanza
dell’entusiasmo
Mario Carminati “Kapellmeister”.
La notizia mi inquieta un po’: conosco le versatili capacità di Mario ma questo
termine lo ignoro completamente; non migliorano le cose nemmeno dopo la
traduzione in italiano “Maestro di Cappella”.
Chiedo
precisazioni al mio collega di educazione musicale sono persuaso che la parola
abbia qualcosa a che fare con la musica o col canto.
“Il termine
-a cappella-“ mi precisa il prof. “prende ispirazione dal canto
polifonico classico, che conobbe grande splendore nel periodo rinascimentale. I
cantori eseguivano partiture dove l'accompagnamento strumentale aveva l'unico
compito di -doppiare- esattamente le linee vocali. In chiesa il coro si
posizionava nella cantoria, solitamente ubicata sotto la cappella più
importante. Con il tempo la dicitura -a cappella- fu usata in modo specifico per
definire il canto senza accompagnamento strumentale, e il termine italiano é ora
utilizzato in tutto il mondo; il tuo amico quindi è un -maestro- di questo stile
musicale”.
Sono
compiaciuto! I sacrifici fatti in questi anni da Mario Carminati, pardon, dal
Maestro Mario
Carminati
hanno dato un esito rilevante.
Chi lo conosce
sa della tenacia e della coscienziosità con la quale porta avanti le cose che fa
e il mio riferimento non è solamente alla passione per la musica. Ecco, la
musica, il suo “grande amore” e proprio per il rispetto e la considerazione che
si deve ad un grande amore, ha voluto affinare con una
formazione musicale completa
questa sua smisurata passione. Una passione e dedizione continue, utilizzando il
tempo normalmente dedicato al riposo: ferie, sabati e domeniche, considerato
anche il fatto che il canto corale è affiancato da anni ad una impegnativa e
professionale attività lavorativa quale quella di medico.
E’ un personaggio non comune e per certi versi singolare
Mario Carminati: mai polemico, ma caratterizzato da una semplicità che è
modestia e riservatezza, nei modi e nel contegno, ma che è soffocazione
dell'esibizionismo, dell'ostentazione delle capacità e delle doti; per meglio
afferrarne il significato del termine, è opportuna l'identificazione degli
opposti (non riferiti a Mario naturalmente), che potrebbero essere rappresentati
dall'orgoglio, dalla superbia, dall'alterigia, dall'altezzosità, dall'ambizione,
dall'irriverenza, nonché dall'impudenza.
Queste qualità gli hanno
conferito comunque un pregevole carisma e grazie a questo “prestigio”, è
riuscito, con molta discrezione a trasmettere la propria passione al suo coro:
“Il coro il Castello”.
I suoi coristi lo stimano
moltissimo e riescono a perdonargli tutto persino l’allucinate viaggio del
dicembre 2001 a Salonicco per una serie di concerti in terra ellenica.
All’arrivo ad Atene la Grecia è stata colpita dalla più
grande bufera di neve mai vista (l’ultima risaliva addirittura al 18 prima di
Cristo) tanto da indurre il governo a proclamare lo stato di calamità nazionale.
La tournè del coro che doveva durare tre giorni si protratta per quasi una
settimana. Per onore di cronaca vale la pena ricordare che le autorità greche e
i monaci delle Meteore hanno successivamente proibito al maestro Mario Carminati
di rimettere piede in terra ellenica per almeno 50 anni. Da parte mia, come
marito di una delle coriste ho ritenuto comunque opportuno ringraziarlo (anche a
nome degli altri coniugi) per gli inaspettati giorni di tranquillità che ci ha
concesso.
Credo che l’amicizia che nutro
per Mario sia sufficiente a farmi perdonare per aver ricordato questa avventura
che gli è valsa la nomination per il “Tirapecio d’oro 2002”.
Insegnare musica e canto
non è semplice, richiede sempre molta professionalità, pazienza e passione per
la disciplina che si trasmette. E’ impagabile comunque il piacere di comunicare
la possibilità di fare musica, stando insieme, divertendosi e questo è sempre
molto bello e gratificante perchè la musica a
volte sa diventare anche strumento di affermazione sociale, di lotta contro i
pregiudizi e i luoghi comuni di un’intera società.
Recentemente ho visto un bellissimo film con Meryl Streep:
“La musica del cuore”, riuscita commedia dei sentimenti di Wes Craven che
racconta la storia vera di un’insegnante di violino che è riuscita, con la forza
di volontà e l’incredibile potere della musica, a portare gioia e serenità anche
in un quartiere newyorkese come il Bronx. Sarnico e Paratico non sono certamente
il Bronx ma, a mio parere, il maestro Mario Carminati dando vita al coro
polifonico “il Castello” ha voluto concentrare la propria attività attorno a
quello strumento magico ed amatissimo che è la voce umana tenendo fede proprio
ai valori di socialità, civiltà, impegno, peculiari del suo modo di vivere,
ricercando una continua evoluzione artistica ed umana e ricreando un'identità
culturale antica e profonda.
Il suo coro (come
affettuosamente lo definisce) svolgere attività interne di formazione corale e
musicale, collabora con enti locali, scuole con lezioni-concerto, propone
attività di perfezionamento e scambi culturali.
Il gruppo è alla continua
ricerca di voci maschili e femminili da inserire nel proprio organico; si
richiedono buone doti di socialità, serietà ed impegno e discrete qualità
vocali.
Per riscontro si offrono cordiale accoglienza in un gruppo
pieno di valori umani, opportunità di partecipare ai concerti e crescita
culturale ed artistica attraverso una continua formazione musicale e corale.
La musica polifonica sacra e
profana e il canto gregoriano, rappresentano certamente la parte più rilevante
del repertorio che il gruppo Polifonico porta con successo in tutte le chiese e
nei teatri, sia in Italia che all'estero (non sempre in condizioni climatiche
avverse) seguito sempre da lusinghieri giudizi della critica e da favorevoli
recensioni di stampa.
La scelta, indubbiamente
frutto di grande impegno e rigore maturati tra i suoi componenti, ha condotto il
gruppo ad affrontare lo studio e la preparazione di un repertorio molto
ricercato ed impegnativo, comprendente brani eseguiti "a
cappella" o con accompagnamento strumentale, di autori che vanno, per
citare i maggiori, da Giovanni Pierluigi da Palestrina a T.L. Da Victoria, Bach,
Handel, Mozart.
Desidero soffermarmi sulla
peculiarità della musica polifonica, in cui la fusione melodiosa di contributi
vocali diversi è in grado di offrire all'ascoltatore una sensazione quanto mai
suggestiva, e di condurre allo stesso tempo la memoria e il pensiero lungo
percorsi storici affascinanti, riscoprendo suggestioni che fanno parte a pieno
titolo della nostra cultura e ne rappresentano una testimonianza importante.
Mario Carminati ha una
concezione del sapere inteso come valore da divulgare generosamente; la sua
personalità letteralmente straripa di vitalità, idee nuove, voglia di
fare e di entusiasmo. Si entusiasmo, senza di esso ogni cosa che si fa diventa
meno piacevole, e gli sforzi per arrivare al nostro obiettivo diventano
maggiori. Tutto ciò che l’uomo ha realizzato di importante, per sé o per gli
altri, è stato in gran parte ottenuto con il determinante stimolo
dell’entusiasmo.
Nel coro “il Castello” il neo maestro di cappella Mario
Carminati vuole persone entusiaste e positive, persone dal sorriso sincero, dal
passo sicuro, tenaci, ma soprattutto che, come lui, abbiano fiducia in loro
stessi, nelle loro capacità e con la voglia di affrontare sempre affascinanti
opportunità.
Tutti i grandi uomini hanno lasciato il loro segno grazie
ad una intelligenza stimolata dall’entusiasmo. Essi, con il loro entusiasmo
hanno dato tutto quello che avevano di migliore.
Mario Carminati non vuole diventare un grande
uomo, ma come diceva Albert Einstein: un uomo
di valore.
Dal Porto 2004
a firma CIVIS