Tempo fa, rivisitando i filmati del
Crazy focalizzai la mia attenzione su Mauro Milesi. Non era la prima
volta che lo vedevo recitare, ma solo allora, ebbi la conferma che le sue
battute, le sue smorfie, i suoi movimenti non fossero solo improvvisazione e
capacità mimica da grande attore, ma che dietro quella marionetta si poteva
celare un vero e proprio "manifesto surreale" su come intendere e affrontare la
vita.
Mauro molto di più di
un amico, lo ritengo uno di famiglia:
schietto, genuino, spontaneo, mai volgare sempre pronto a sdrammatizzare e a
ridurre alle giuste proporzioni i problemi, una persona speciale che tutti
vorremmo come fratello. Il mio “grande fratello”, ecco cosa rappresenta
per me veramente Mauro.
Artisticamente lo ritengo straordinario: “il Totò della Crazy”,
sorrisi e buon umore in cambio di niente, l’eterno
Arlecchino versatile, disposto a tutto e quindi in grado di ottenere ottimi
risultati in qualunque contesto narrativo.
Mauro Milesi
debuttò nel 1980 interpretando un longilineo cameriere (era alto e magrissimo)
in una delle tante gag della Crazy ai suoi inizi; da allora i personaggi che ho
fatto impersonare Mauro sono tantissimi e ricordarli tutti sarebbe, se non
impossibile, comunque arduo; a tutti ha saputo dare una caratterizzazione
particolare: il Dott. Douce con la gamba stinca della commedia “La zia d’Honfleur”,
il Monsignore con autoradio sottobraccio del recital “Scusi lei ci crede ai
miracoli”. L’Umberto Dossi, della commedia che lo rese …famoso “Induina chi ‘l
ve a disnà”, una caricatura del leghista pentito che per …meditare andava al
gabinetto.

Mauro nello storico personaggio di Umberto Dossi nella commedia dialettale
Induina chi 'l ve a disnà con Fabrizia Dorici
Singolare fu la
personalizzazione che Mauro creò su Re Erode nell’irriverente charleston del
musical “Jesus Christ Superstar” (1984) come pure quella di Sir Spettigue
un nobile inglese che, innamoratosi di …Luciano Giozani (vestito da donna
ovviamente), scorazzava agilmente nonostante la mole sul palcoscenico sotto
un’incredibile bombetta.
Mauro è uno che più di ogni altro ha fatto sua la celebre frase di Schopenhauer:
“All'allegria, quando si presenta, bisogna sempre aprire porta e portone,
perché non arriva mai inopportuna”.
Come è successo a me, anche lui sta trasmettendo la passione del teatro ai sue
due simpaticissimi figli. Nicola nella Crazy ha già debuttato ed Elena (che non
ha mai perso una prova di Aggiungi un posto a tavola) lo farà abbastanza presto.
Non comune è il rapporto che si crea fra lui e ragazzi della Crazy coi quali è
cordiale, disponibile, espansivo, festoso, ma al momento stesso sa farsi sentire
quando nota superficialità o scarso impegno; per questo è da loro benvoluto ed
ammirato: un esempio per tutti.
In contrasto con i suoi personaggi, è estremamente preciso serio anche per
disponibilità puntualità e professionalità; non ricordo una volta che abbia
saltato un prova o creato il benché minimo problema.
Da queste pagine virtuali vanno quindi la mia stima, il mio apprezzamento e la
gratitudine di essergli amico fraterno.
Il miglior modo di trovare un amico è esserlo; Mauro Milesi vive l'amicizia non
come una formalità o un manierismo, egli crede fortemente che ogni forma di
relazione debba essere nutrita con la consapevolezza di essere ancora una parte
importante della vita dei propri amici come loro lo sono della sua.
C'è stato chi ha
detto: "…se nella tua vita hai regalato anche un solo sorriso non avrai vissuto
invano."
Se questo è vero tu caro Mauro, come Totò, sei diventato immortale!
CIVIS
(Dal Porto Gennaio 2002)