“Quanti gioiscono
dell'incanto dell'infanzia, della vigoria della giovinezza e dell'efficienza
dell'età media, rivolgano lo sguardo con gratitudine, rispetto e amore a coloro
che li precedono.”
Giovanni Paolo II
Se esaminiamo bene la realtà
riscontriamo che esistono molteplici modi per diventare anziani e questa
constatazione ci impone di pensare che coloro che raggiungono la terza età
possano essere considerati a tutti gli effetti non solo “fruitori di servizi”
ma una vera “risorsa culturale e sociale”.
La seria, convinta e
competente azione della nostra “Associazione anziani e pensionati” ha
fatto proprie queste attenzioni e la sua presenza nella nostra comunità, anche
attraverso una corretta comunicazione, ed una costante educazione, contribuisce
in modo determinante a dare coscienza sul nuovo ruolo degli anziani,
determinando in modo positivo le possibili strategie di azione realizzate e da
realizzarsi.
Da anni sono un fervido
estimatore dell’operosità dei suoi componenti e dell’efficacia dell’azione di
questa “grande risorsa” che il nostro paese possiede, ed ancor più ho
personalmente un grande affetto e stima per la Presidente Emi Ruggeri,
una donna per certi versi sorprendente: forte e carismatica al punto giusto con
quel misto di dolcezza nostalgica tutta sua unita ad una schiettezza lucida e
pulita, una “signora” che ha nell’altruismo, come
componente essenziale del
nuovo mondo che si va plasmando la sua caratteristica pecuniaria; un altruismo
il suo che consiste non solo nel mettere a disposizione
degli altri le sue capacità ma anche di mettersi anch’essa in cammino,
nell’acquisizione di competenze e atteggiamenti, facendo propria un’affermazione
dell’indimenticabile Commendator Achille Bortolotti, ai tempi Presidente
Onorario dell’Associazione che, riferendosi all’operosità del gruppo anziani
ebbe a dire: ”Lavorate con il cuore!”
Emi Ruggeri ha assunto la
presidenza dell’Associazione anziani e pensionati in un periodo di rapidi
cambiamenti e di sfide per la comunità di Sarnico; subentrò al signor Everardo
Marini nel 1989 rompendo così senza l’ausilio delle “quote rosa” quel muro di
cristallo che riconosceva finalmente alla donna un ruolo importante non solo
in ambito familiare, ma anche in campo sociale.
Ogni donna ha un suo
personalissimo modo di comunicare se stessa, ed Emi lo fa soprattutto attraverso
il ruolo che gli è stato assegnato, che ha accettato di ricoprire e che porta
avanti con piglio, grinta e determinazione tali da essere diventata un punto
focale, un interlocutore sicuro ed affidabile per chi come lei
opera nel campo della solidarietà sociale.
Potrei anche essere smentito ma non conosco, oltre ad Emi, altre donne
presidenti o alla guida di associazioni operanti in Sarnico.
Tempo fa ebbi modo di leggere un frase che la Presidente
pronunciò in occasione dei dieci anni dell’Associazione, un’affermazione che mi
colpì proprio per la
visione genuinamente umana, e perciò anche cristiana che Emi aveva ed
ha dell'anziano: “l'anzianità è un vero
dono”, manifestamente inteso proprio come dono di Dio per l'individuo,
per la famiglia e per la società. Un’affermazione che condivido pienamente e che
si contrappone in modo netto ai moderni schemi
culturali che celebrano insistentemente e in modo unilaterale l'efficienza, la
produttività economica, la forza fisica, la bellezza e il benessere personale,
situazioni queste che inducono a considerare le persone anziane inutili,
scomode, superflue emarginandole di fatto dalla vita familiare e sociale.
Proprio per le caratteristiche descritte, operando con
capacità e dignità è stata sempre riconfermata alla testa del sodalizio. Oggi
dopo sedici anni continua a mettere a disposizione di questa Associazione lo
stesso entusiasmo che animò all’inizio degli anni 80 un gruppo di persone
indimenticabili guidate sapientemente e con equilibrio da Carletto Carminati
e Giuseppe Buelli, con l’appoggio determinante di persone quali i signori
Gandini Renato, Belussi Angelo, Marini Everardo, Gianfranco Gaspari, Evelina
Bortolotti ed altri, sotto “il patrocinio importante e determinante del Parroco
don Giovanni Ferraroli che, con grande lungimiranza, invitò gli associati
ad un’adesione non solo “formale”, ma come diretta accoglienza alle varie
iniziative proposte.
Auguriamo ad Emi di
continuare a “coltivare con generosità i semi dell’amore”, gli vogliamo bene,
stimiamo in maniera positiva quanto stai facendo per la comunità e la
ringraziamo anche per l’insegnamento che ci da che si manifesta in quanto hai
affermato: “è tanto facile donarsi in modo sincero; basta una carezza, un
sorriso, una mano che ti viene tesa, un gesto spontaneo ma donato senza misura”.
CIVIS (Dal Porto Febbraio
2006)