"SUOR ANGIOLINA"
al secolo
"FRANCESCA MARIANI"
32 ANNI A SARNICO
il 9 ottobre 2002 è salita dalla
sua Meulì
ARRIVEDERCI
“SISTER ANGEL”
dal Porto Ottobre 2002 a firma Mario Dometti
Ho il viso rigato da una lacrima;
non me ne vergogno.
Ho appena saputo che Suor Angiolina (sister Angel come affettuosamente la
chiamavo), una persona alla quale, credetemi, ho voluto veramente bene, se n’è
andata per sempre e con lei si è dissolta una parte importante della mia
gioventù e non credo solo della mia.
"Disfatto,
sparito, senza chiedere il permesso, il mio teatrino è finito!
No non è finito, è nel cuore dei bimbi, delle ragazze, delle signorine e dei
genitori, che partecipando alla gioia e alla agitazione della notte antecedente
il debutto si facevano bimbi coi bimbi. Il bello è che terminata la recita,
tutti si riversavano nella scuola a complimentarsi con i bambini, con un
entusiasmo indescrivibile. Insomma, era veramente una festa. I genitori del
paese e altri amici erano qui all’Oratorio a godere la gioia dei loro figli…”
Così “Suor Angiolina”, al secolo Francesca Mariani
con il cuore colmo di tristezza prendeva atto della trasformazione del suo
teatrino con annessa sala per cucito e ricamo, in sala giochi. Nel suo
dolcissimo scritto tratto dagli archivi del Porto di alcuni anni fa, traspare
certamente malinconia ma vi è anche la consapevolezza che, comunque, quell’ambiente
resterà un ricordo profondo e durevole nella mente di tante persone (io fra
queste); nel teatrino si sono infatti trascorsi momenti intensi di gioia,
di letizia e semplicità: parole queste così difficili da trovare
nel policromo vocabolario dei giovani di oggi.
Credo che non meno di
un migliaio tra ragazzi e ragazze (sicuramente più ragazze) abbiano calcato il
mitico palcoscenico delle Suore e partecipato agli spettacoli diretti da Suor
Angiolina.
Immancabilmente a Natale o alla festa della mamma nel suo teatrino, composto da
un piccolo palcoscenico e da una piccola platea (conteneva non più di un
centinaio di persone) ma sorretto da un entusiasmo coinvolgente, i genitori si
accalcavano per ammirare i bambini esibirsi, ma anche per trascorrere con
serenità e spensieratezza alcune ore nella classica atmosfera che
Suor Angiolina sapeva creare e trasmettere in modo straordinario. La platea si
arricchiva delle medesime persone che anni prima avevano debuttato sullo stesso
palcoscenico.

Una foto del 1965 di una delle tante commedie di suor Angiolina
Un’esistenza la
sua, vissuta nella incondizionata disponibilità alla Chiesa e al mondo con solo
scopo: lavorare per la gloria di Dio.
”Le
bimbe, le giovani, non mi hanno mai invecchiata, anzi mi hanno aiutata a
rimanere giovane, come una forza che non è mia: me l’hanno trasmessa loro, le
mie attrici, ecco perché sul mio volto non c’è una ruga.
Posso dire che ho passato lunghi anni con la gioventù e ringrazio tanto il
Signore di questo dono.”
La sua carità operosa, il
suo zelo, la sua fervida creatività uniti ad una non comune
caparbietà riuscivano a dare risultati straordinari.
Entusiasmo sfrenato, come quello di Meulì - Bartolomea Capitanio-, la
fondatrice dell’ordine che non si arrese mai nell’impegno verso le bambine da
educare e guidare secondo i principi di umanità e di entusiasmo nell’affrontare
la vita quotidiana.
Abbiamo anche bisticciato; come no! Gli tenevo il muso per qualche giorno,
ripromettendomi di non voler più collaborare con una …”despota” come lei,
“Guarda che ti rimandiamo in Sicilia a Mazzara del Vallo in esilio” gli dicevo
spesso, ma lei, Sister Angel riusciva alla fine a farmi fare quello che
voleva (e credetemi, non è molto facile) sfoderando quel suo splendido e
disarmante sorriso mi faceva capitolare su tutti i fronti.
Si sa la cocciutaggine fa parte delle virtù cristiane accanto alla speranza e
alla certezza di andare avanti malgrado tutto e non mollare mai; da questo punto
di vista io e suor Angiolina eravamo molto simili e quindi dalla competizione
(spesso ci rubavamo di nascosto gli attori) siamo passati alla coproduzione.
Il compromesso storico che in quegli anni falliva inesorabilmente al governo,
l’abbiamo realizzato a Sarnico io e Sister. Il “teatro di Suor Angiolina” e la
“Crazy Company” hanno realizzato insieme agli inizi degli anni novanta il
musical “Meulì
una meta che diventa persona”,
dando ognuno il meglio di loro stessi.
Così scrisse G.Bastista Ceri in un articolo
sul Porto del 1992 “…la
bellezza del costumi modellati secondo i tempi, uniti alla graziosità dei
balletti dei bambini della scuola materna ed elementare è stato l’apporto
migliore di Suor Angiolina. La professionalità di Mario è venuta alla ribalta
nella stesura dei dialoghi e nell’intreccio della vicenda. Ne è risultato un
musical allegro e gioioso ma intenso allo stesso tempo.”
Un simpatico aneddoto,
fra i tanti, stigmatizza la coscienziosità e l’estrema serietà con la quale
preparava i suoi piccoli spettacoli. Era risaputo che la stessa oltre che
regista, costumista, sceneggiatrice e coreografa, fosse anche suggeritrice; nel
corso di uno spettacolo alcuni piccoli attori dovevano lavorare la terra
picconando e zappando. Sister voleva rendere più realistica la scena e dalle
quinte agli interpreti con la sua esile voce suggeriva incitandoli: “Dai
faticate, …sudate …sudate” come se il sudore potesse colare copioso e a
comando dai visi incipriati dei bimbi. Nemmeno Franco Zeffirelli sarebbe
riuscito a tanto.
Ora suor
Angiolina non c’è più, ha raggiunto la sua Meulì in una triste giornata di
ottobre, però continuerà a vivere nei ricordi delle tante ragazze che con
lei hanno cucito e ricamato, vivrà nella mente di tutti coloro che con
lei hanno recitato, suonato e collaborato. Da parte mia sarà uno dei ricordi più
dolci della mia vita ed al Natale credo che d’ora in avanti ci ricorderemo di
lei.
Quando le venne assegnato il S.Mauro d’oro l’accompagnai sul palcoscenico e alla
fine della premiazione mi disse: “Quanti ricordi!… belli e sorridenti. Il
teatro è il modo più sano di trascorrere la giovinezza, quella vera, che non
rattrista, ma rende sereni… Quando andrò in Paradiso, e la speranza è forte,
troverò ancora Angeli e Angioletti coi quali cantare, ballare e recitare. La
Madonna sarà la mia aiutante, Gesù lo scenografo e il Padre Eterno il
musicista.”
Ciao Sister Angel, non ti dimenticheremo mai.
Il tuo “teatrino” non è sparito e nemmeno
finito, rimarrà sempre in noi.
Ah dimenticavo, con i tuoi nuovi
collaboratori celesti cerca di essere un po’ …più tollerante.

Un dolcissimo quadro Natalizio in
uno dei suoi indimenticabili spettacoli