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IL COMPATRONO DI SARNICO
15 GENNAIO
Mauro, discepolo di San Benedetto, era figlio di un nobile
romano ed ancora giovane fu offerto dal padre al santo e ne
divenne presto il fidato collaboratore.
Si dice che egli, durante l’ora dell’orazione in uno dei
monasteri benedettini, abbia visto
il Diavolo tirare la tonaca di un monaco
inducendolo a correre fuori dalla cappella.
L’episodio che però lo rese celebre nella storia della chiesa
cattolica, è quello della sua miracolosa obbedienza: un giorno,
San Benedetto, vedendo un fanciullo che per attingere acqua in
un lago si era sporto troppo su quelle rive e che lo stesso era
stato travolto dalle onde, ordina
a Mauro di intervenire urgentemente per salvare il fanciullo.
Mauro, curandosi solo della volontà di obbedire, procedette
immediatamente verso la riva, prese il bambino per i capelli e
lo ricondusse a terra,
accorgendosi soltanto allora di aver camminato sulle acque.
Ancora secondo alcune fonti della Chiesa, Mauro, alla partenza
di San Benedetto, aveva predetto
la morte di un avversario del monaco, e fu
punito dallo stesso monaco per aver gioito della morte di un
uomo.
Mauro, vissuto poi a Montecassino, ne fu eletto priore ed
amministratore e un giorno, guarì
un fanciullo zoppo e muto pondendo su di lui la stola Diaconale.
Mandato in Francia dal suo maestro,
ricevette un codice delle regole e le preziose reliquie
della Santa Croce; nel viaggio di ritorno si
fermò a Vercelli, ove guarì il
vescovo precipitato dalla torre;
passando per le Alpi poi, sanò un
domestico caduto da cavallo, ridiede la vista a un cieco e la
vita ad un giovane.
Operò nel suo monastero in modo da sviluppare la religiosità e
negli ultimi anni della sua vita si dedicò solo alla preghiera e
alla lettura. Infine, dopo che una pestilenza gli ebbe portato
via molti dei suoi monaci, si ammalò anch'egli e morì.
Quanto detto deriva da una biografia apocrifa (non
riconosciuta dalla Chiesa) di Odone di Glanfeuil, per cui non è
dato di sapere della loro veridicità.
La venerazione di San Mauro fu
divulgata per mezzo dei Cluniacensi, ma i
monasteri dedicato al suo nome, furono più numerosi nell’Italia
meridionale anziché in quella settentrionale.
Nell’iconografia viene spesso
rappresentato in maniera molto severa con il pastorale di Abate
e con una gruccia, poiché è considerato il
patrono degli zoppi e dei gottosi.
La premiazione dei cittadini con il S.Mauro d'Oro (2003)
Il concerto di S.Mauro del Corpo Musicale di Sarnico (2003
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